Primo Piano:

ORDINANZE DEMOCRATICHE

I fatti parlano da sé: seguendo un trend nazionale, l’estate pisana è stata caratterizzata da un singolare connubio tra un prefetto, Basile, che alza la palla, un sindaco-sceriffo, Filippeschi...(continua)

Menu:

Ultimi Articoli

Categories

Migranti
Territori, Ambiente&Energie
Capitale/Lavoro
Dal Mondo
Istituzioni Totali&Repressione
Mobilitazioni
Iniziative
Cronaca Pisana
Antifascismo
Diritto alla Casa
Scuola e Università
Questioni di Genere
Generale
Sport&dintorni
Libri Utili
Guerre&Resistenze
Sport Sotto l' Assedio. Palestina 2008
"Orrori" di Stampa
Editoriali
Brisop - guatemala
Chi Siamo?

Per iscriverti o accedere alla newsletter, clicca nel link qui sotto !



Links

Generale
- 133. Anche NO
- No 133 Pisa
- progetto Prendocasa
- Co.co.co Unipi
- Africa Insieme
- C.a.R.
- Senza Soste
- Collettivo Artaud
- Mob-Com
- Rebeldia
- Newroz

Syndicate

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3

Spot

Questo blog vive grazie ad autistici che fornisce gratuitamente la piattaforma e la banda. Se volete che questo blog e gli innumerevoli altri siti e servizi che vivono grazie a A/I continuino ad esistere non fate i tirchi e tirate fuori due euri.

Associazione Aut-Aut, Pisa, precariato, precarietà, precari, antifascismo, antisessismo, anticlericale, anticlericalismo, no mafie, cronaca pisana, diritto alla casa, speculazioni, antirazzismo, antipsichiatria, no tav, no ponte, no mose, ambiente, energie, territori, guerra, resistenza, repressione, istituzioni totali, femminismo, autodeterminazione.

La Regione: Diminuiti I Campi Rom, La Residenza Un Diritto Negato

gramigna | 08 Marzo, 2008 12:34

Pisa - Riportiamo articolo apparso sul sito di Africa Insieme, che denuncia come alla comunità Rom delle Bocchette sia stata negata la possibilità di ottenere la residenza.
Chi abita in un campo nomadi abusivo ha diritto a ottenere la residenza dal Comune. Lo affermano la Regione (Dipartimento Politiche Sociali) e la Fondazione Michelucci, in una ricerca sull'abitare precario in Toscana, riferendosi alle politiche del Comune di Pisa. "Ad alcune famiglie del campo di Ponte delle Bocchette", scrivono i ricercatori, "e' stato negato il diritto all'iscrizione anagrafica per la natura della dimora (cioe' per il fatto di abitare in un campo e non in una casa, ndr). In realta', cio' non e' previsto dalla legge: tutte le persone che gravitano in un territorio e ivi intendono permanere hanno diritto alla residenza, anche se non hanno una strada e numero civico da dichiarare come casa".

La ricerca e' stata presentata unitamente ad uno studio sui Rom in Toscana, che cerca di "fare il punto" sulle politiche di inserimento abitativo promosse dai comuni. E il primo dato che salta agli occhi e' la diminuzione delle presenze nei campi. "Nonostante il flusso di famiglie Rom che ha seguito le guerre di Bosnia e del Kosovo e ingrossato i campi nomadi", scrivono ancora i ricercatori della Fondazione Michelucci, "le presenze in campi e insediamenti precari sono diminuite: dalle 2.350 del 1995 alle circa 1.200 di oggi. Unico elemento di controtendenza e' la presenza in insediamenti irregolari di circa 500 rom rumeni di recente arrivo". Il merito di questa diminuzione si deve soprattutto ai progetti di inserimento abitativo promossi dai Comuni, tra i quali si deve ricordare il programma Citta' Sottili di Pisa.

Tuttavia, sostengono ancora i ricercatori, la mappa dell'abitare precario si e' arricchita di nuove situazioni. Baraccopoli, campi, alloggi fatiscenti sono ormai occupati non solo dai Rom, ma anche da cittadini stranieri di varia nazionalita' e da famiglie italiane, ormai sempre piu' numerose. I fenomeni di marginalita' abitativa non dipendono dalla cultura di chi sta nei "campi", ma dal funzionamento del mercato della casa: gli alti costi degli affitti, i comportamenti discriminatori di chi "non affitta a stranieri" (o a zingari), le situazioni di indigenza (che riguardano anche coloro che hanno un reddito da lavoro), sono fenomeni sempre piu' diffusi.
In questo quadro, secondo la ricerca, e' devastante la riduzione del problema a questione di ordine pubblico e di sicurezza. "L'inadeguatezza di questo tipo di approccio", scrivono gli studiosi, "e' evidente di fronte agli sviluppi quantitativi del fenomeno, e le soluzioni repressive finora attivate, oltre che inefficaci, finiscono spesso per costituire addirittura una parte del problema". La proposta dei ricercatori e' piuttosto quella di "entrare all'interno dei campi, a stabilire contatti con chi li abita, ricostruire i percorsi individuali e collettivi, verificando la disponibilita' di alternative e le possibilita' di azioni da mettere in campo".

All'interno delle due ricerche, alcuni capitoli sono dedicati specificamente alla situazione pisana, e traggono spunto dalla ricerca promossa da Africa Insieme nel 2006. Se si escludono i campi nomadi ufficiali, le situazioni di marginalita' abitativa nel nostro territorio coinvolgono circa 350 persone (di cui quasi 100 minori). "I gruppi nazionali numericamente maggioritari", precisano i ricercatori, "sono la Romania (almeno 150), il Marocco, Rom di origine slava, albanesi, tunisini. Gli insediamenti rilevati sono dai 12 ai 20, di cui almeno tre di dimensione medio-grande".
Notizia del 7 Marzo 2008

 

Posted in Migranti. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»