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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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La carovana si sposta a Qualqilya: citta' all'ombra del muro

gramigna | 27 Marzo, 2008 15:20

La carovana e' arrivata a Qualqilya. Dopo l'emozionante giornata passata a Jayyus, il gruppo e' entrato nella cittadina palestinese completamente circondata dal muro. Una citta' isolata dalla sua comunita' e dalla sua storia. 9 metri che isolano dal mondo e dal resto del popolo palestinese. Il muro e' stato costruito in tal modo da dividere la citta' dalla campagna, cosa che rende impossibile l'accesso dei palestinesi alle proprie terre. Terre ricche di acqua e che nella storia sono famose per l'esportazione di rose fragole. Ci ha accolto un responsabile del municipio che ci ha comunicato la situazione relativa alla comunita' locale.

La tragedia del popolo palestinese, iniziata nel 48, prosegue fino ai giorni nostri. Il check point israeliano ha incarcerato l'intera citta'. 11 Km di muro stanno lentamente uccidendo la citta'. Il muro e' costruitosulla linea verde, ovvero in territorio palestinese.. Anche per il diritto internazionale il muro e' illegale. Lungo il muro vi sono delle chiuse che servono per far passare i soldati nelle incursioni e per allagare il territorio palestinese per circa 100 metri. Nei 2 anni di costruzione del muro l'opposizione del popolo di Qualqilya e' stata pacifica, con azioni che tentavano di impedire l'abbattimento degli alberi e furti del ferro che ne serviva alla costruzione. 2 settimane fa l'incursione israeliana e' stata determinata dal tentativo di cattura di ricercati dall'esercito israeliano. In citta' vi sono 75 pozzi idrici, quasi totalmente in mano agli israeliano che decidono quando a prire e chiudere i rubinetti. Cio' comporta gravi conseguenze per la popolazione e le attivita' commerciali.  Circa il 70% della popolazione e' disoccupata e la sopravvivenza e' dovuta agli aiuti umanitari.

Nel pomeriggio sotto un sole cocente, si aprono le porte dello stadio. Immersi in un bagno di folla di bambini, che tentano in tutti i modi di arrivare a contatto diretto con gli "internazionali". La partita finisce 2 a 0 per la carovana.  Unico neo e' stata il forfait della guida di Stop the wall che ha provocato notevoli ritardi sulla tabella di marcia.

Dopo 2 ore di assedio dei bambini il gruppo torna a Betlemme. Anche a Qualqilya la solidarieta' ha vinto.

Posted in Sport Sotto l' Assedio. Palestina 2008. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
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