Primo Piano:

TENTATIVI DI RAZZISMO DEMOCRATICO.

Da oggi la rubrica Primo Piano del Blog La Gramigna Pisana cambia forma e contenuto: non più semplicemente articolo particolarmente recente che intendiamo mettere in particolare risalto, ma spazio attraverso cui si esprimerà direttamente la redazione del Blog.(continua)

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Pisa: A Pisa circa 26mila migranti. 5mila quelli non in regola. La Bossi Fini ha fallito.

gramigna | 13 Maggio, 2008 16:12

Pisa – Sono stati diffusi i dati circa la popolazione migrante a Pisa. Secondo l’osservatorio per le politiche sociali gli “stranieri” nel 2006 presenti sul territorio provinciale erano circa 22 mila. Nel 2007 l’università di Milano Bicocca attestava il dato a circa 26mila, ovvero il 15% in più. La componente non in regola, invece, è di circa 5mila. A Pisa vi sarebbe un “clandestino” su cinque. Questa ricerca è stata realizzata utilizzando i dati relativi al decreto flussi del dicembre 2007. I cosiddetti irregolari sono tutti uomini e donne che lavorano come Badanti, colf, operai etc.., ovvero sono persone che non delinquono e sono semplicemente rimasti fuori dalla graduatoria predisposta dalla legge Bossi-Fini. Infatti, solo 170mila migranti sono riusciti a regolarizzarsi su tutto il territorio nazionale, nonostante le domande fossero molte di più. Più volte già erano state messe in evidenza le contraddizioni di una regolarizzazione che non teneva conto della reale situazione. In Italia vi sono centinaia di migliaia di migranti che lavorano onestamente e che, però, non sono nelle condizioni di porre in essere una regolarizzazione. La stessa condizione di clandestinità, è frutto di una politica incapace di leggere il reale stato delle cose. Il clandestino, categoria del tutto impropria, esiste in quanto esiste una legge che prevede la repressione del fenomeno come elemento cardine della propria linea di condotta. In questi giorni il nuovo governo sta elaborando un decreto legge che inasprisce le sanzioni per i migranti irregolari (extracomunitari e comunitari dell’est Europa). La clandestinità come reato è il cavallo di battaglia della nuova fase di Reazione della destra in parlamento, ed il CPT vorrebbe essere lo strumento di controllo e repressione. Ma tutti coloro che lavorano sul territorio che fine faranno? La badante che “guarda” la vecchietta e che viene pagata dalla figlia della signora (che ha altro da fare…) e che magari ha pure votato per il Partito di Governo, che fine farà? 

In questo clima si consuma l’attacco ad una comunità che da secoli si trova ad essere umiliata e braccata, la comunità Rom. Anche a Pisa l’ondata razzista sembra aver colpito l’amministrazione. Il nuovo sceriffo della città ha iniziato il suo mandato prendendosela con mendicanti e rom. Anche se le Politiche Sociali affermano di contenere il fenomeno tramite alcuni progetti (ad esempio città sottili), con costi tutto sommato accettabili, la caccia ai campi Rom (definiti abusivi) continua inseguendo gli allarmi che i media quotidianamente propinano sulle prime pagine. Secondo i giornali vi sarebbero 7 campi Rom che impauriscono e depredano interi quartieri (Cep, Putignano, Ospedaletto). E ciò anche se i dati sulla microcriminalità sono in netta diminuzione.

 Nessuno ormai parla più di accoglienza e solidarietà, servizi e diritti. Ma quando la politica risponderà anche di questo? Solo allora sarà risolto il problema della clandestinità. Ovvero quando non esisterà più il la figura del clandestino.  L’unica soluzione è la regolarizzazione di tutti coloro che vivono e lavorano su questa sponda del Mediterraneo.

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