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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Afganistan: assalto talebano al carcere di Kandahar, più di mille evasi

gramigna | 15 Giugno, 2008 09:45

KANDAHAR - Il carcere di Kandahar, un penitenziario di massima sicurezza, una delle prigioni più importanti di tutto l’Afghanistan, era stato tirato su col fango. Così ha avuto gioco facile il camion-bomba dei talebani a scardinarne il portale, attorno alle 21.30 di venerdi 13 giugno, le 19 in Italia, provocando la fuga di circa 1.150 detenuti. Due ufficiali in servizio hanno riferito che tra gli evasi c’erano anche “400 pericolosi militanti talebani”. “Sono tutti fuggiti. Non c’è più nessuno”, ha raccontato sconsolato il presidente del Consiglio provinciale di Kandahar, Wali Karzai, fratello del presidente afghano Hamid Karzai.

Ieri (14/06) il ministro della Giustizia, Sarwar Danish, aveva ipotizzato che si trattasse di un attacco suicida. Stando alla sua ricostruzione, prima un miliziano alla guida di un furgone imbottito di esplosivo si sarebbe lanciato contro l’ingresso del penitenziario, poi altri due kamikaze avrebbero fatto crollare i due muri di recinzione. Intanto una scarica di razzi copriva la fuga forsennata delle centinaia di galeotti, scappati nel volgere di una mezz’ora. “Tutte le guardie sono state uccise e sono rimaste sotto le macerie", ha raccontato per telefono alla Reuters il direttore Abdul Qadir, mentre la cornetta trasmetteva, in sottofondo, uno strepito di colpi di fucile.

Oggi gli studenti coranici si assumono la paternità dell'azione: “Rivendichiamo l'attacco contro la prigione”, ha detto all'agenzia France Presse un portavoce della guerriglia integralista, che chiarisce anche la dinamica. “Abbiamo prima lanciato due veicoli pieni di esplosivo, fra cui un camion cisterna, contro il muro di cinta. Poi i nostri mujaheddin alla guida di motociclette sono penetrati nella prigione uccidendo i guardiani. Siamo riusciti a liberare tutti i prigionieri, fra i quali c'erano i nostri fratelli talebani", ha detto ancora il portavoce.

 

Si è consumata così, in una notte qualunque del deserto afghano, questa piccola rivincita contro la guerra globale al terrorismo. Proprio all’indomani delle promesse europee di maggior impegno militare in Afghanistan, ultimo desiderio di un Bush a fine mandato. E proprio quando la comunità internazionale decideva alla Conferenza di Parigi di stanziare 20 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese. Nessun commento sull’accaduto dall’Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), la missione Nato di stanza in Afghanistan: “Siamo a conoscenza dell’attacco, ma non abbiamo ulteriori dettagli”.

Oggi almeno 15 talebani sono stati uccisi nel sud dell'Afghanistan durante la caccia all'uomo successiva alla maxi evasione. Lo si e' appreso da fonti della coalizione internazionale secondo le quali i 15 sono morti “durante una perquisizione in una fattoria a ovest di Rawonay, presso Kandahar, per la ricerca di evasi”. La stessa fonte ha aggiunto che durante la caccia all'uomo e' stato scoperto “un importante deposito di armi ed esplosivi. L'edificio e' stato distrutto da attacchi aerei dopo che i taleban avevano aperto il fuoco”.

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