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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Colombia: la liberazione della Betancourt e i problemi del presidente Uribe

gramigna | 03 Luglio, 2008 16:30

Il giorno dopo la liberazione di Ingrid Betancourt è dedicato ai ringraziamenti, alle parole di soddisfazione. Ma svanito l'eco dei festeggiamenti, la Colombia dovrà ripartire dagli scandali che stanno colpendo il presidente Uribe. L'operazione "Scacco" che ha ingannato i guerriglieri è arrivata nel periodo migliore per i molteplici fronti aperti contro il presidente colombiano, inseguito dalla Corte costituzionale e dai processi con accuse di corruzione e legami con i paramilitari legati al narcotraffico.

L’operazione Jaque è stato un ingegnoso piano di intelligence che non sfigurerebbe in un film hollywoodiano. Attraverso alcuni infiltrati nella guerriglia, l’esercito è riuscito a far credere ai guerriglieri incaricati della custodia dei sequestrati che Alfonso Cano, nuovo capo delle Farc, voleva riunire tutti i prigionieri nel suo accampamento per poi realizzare uno scambio umanitario con il governo. Un gruppo di militari camuffati da guerriglieri è quindi arrivato con un elicottero per trasportare i sequestrati e i due comandanti dell’accampamento: Cesar e Enrique Gafas. Una volta nell’elicottero i militari hanno disarmato e immobilizzato i guerriglieri, come la stessa Ingrid ha raccontato.

Ovviamente si rafforza ulteriormente la figura del presidente che si lancia con piena forza verso un terzo mandato. Il clamore mediatico della liberazione di Ingrid farà passare probabilmente in secondo piano scandali e problemi legali del presidente. Le Farc ricevono invece l’ennesimo duro colpo e cominciano la gestione di Alfonso Cano raggirati come principianti.

Questo conferma una crisi nella logistica del gruppo guerrigliero più antico e grande del mondo. I sequestrati liberati ieri erano stati catturati 10, 8 o 6 anni fa, quando la situazione era ben differente  e la guerriglia stava inanellando una serie impressionante di vittorie militari. Oggi il gruppo rivoluzionario pare in ritirata di fronte ad una offensiva senza precedenti dello stato. Non ci sono dubbi che una operazione come la Jaque è stata possibile solo grazie ad una meticolosa operazione di infiltrazione nel gruppo guerrigliero e grazie al fatto che la guerriglia non ha più fiducia nei suoi mezzi di comunicazione e si affida di nuovo ai corrieri umani.

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