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Intervista, a cura dell'associazione aut-aut, al professor Alessandro Volpi:
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Porto di Marina di Pisa: sentenza del Consiglio di Stato. I lavori proseguono.

gramigna | 05 Luglio, 2008 10:32

Il costruendo porto di Marina di Pisa torna in primo piano per una sentenza pronunciata oggi dal Consiglio di Stato che chiude la partita apertasi  con il ricorso al TAR presentato da Legambiente, WWF, Circolo Utopia ed altre associazioni. Accogliendo la necessità di modificare la parte in cui si prevede l’albergo e le altre funzioni turistico ricettive che dovranno sorgere nel mezzo al bacino portuale, un tempo occupato dal fortino, la sentenza è chiara: i lavori vanno avanti e praticamente il progetto non subirà modifiche. Perché per quanto riguarda l’albergo, non si tratta di volumetrie eccedenti il progetto o di cambio di destinazioni d’uso, quanto di difetti procedurali che sono stati riscontrati nell’iter seguito dall’ente parco per il rilascio delle necessarie autorizzazioni. Si tratta dunque di cavilli aggirabili.

Il porto di Boccadarno sorgerà alla foce del fiume, su un'area di 200 mila metri quadrati dove, oltre al bacino portuale vero e proprio ed ai servizi strettamente collegati alla nautica sono previsti un albergo, un'area commerciale e una zona residenziale. Il porto potrà accogliere 475 imbarcazioni e si aprirà direttamente in mare, con un'imboccatura rivolta a sud-ovest. Agevolmente collegato alla grande viabilità autostradale, il porto di Boccadarno dista circa 10 chilometri dall'aeroporto internazionale “G. Galilei” ed è inserito nell'area del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.

L'intera proprietà dell'area è della Borello S.p.a. (società a capitale locale, diviso fra due imprenditori pisani, Gruppo Panchetti e Gruppo Marianelli) , con Stefano Bottai in veste di Amministratore delegato. La riqualificazione dell'ampia area (360.000 metri cubi di cui 155.000 saranno ricostruiti) ha avuto inizio nel febbraio scorso col restauro del Palazzo della Vecchia Dogana che ospiterà gli uffici del cantiere, oltre ad un plastico del progetto in via di realizzazione.
La società privata ha presentato alla Capitaneria la prima proposta nel 2003; la Borello ha totalmente a carico il lavoro di risanamento ambientale e la costruzione del porto, in cambio della gestione e dei profitti che saranno ricavati dalla vendita dell'area residenziale e commerciale, prevista intorno allo specchio d'acqua e in mezzo alla pineta.

Il collegamento fiume-mare crea un circuito navigabile che potrebbe andare dal porto di Marina attraverso il Canale dei Navicelli fino al porto di Livorno. Nel luglio scorso, il progetto definitivo è stato giudicato conforme ai criteri di impatto ambientale e Comune, Provincia e Regione hanno firmato un accordo di programma per la valutazione degli aspetti urbanistici dell'intervento; nell'ottobre 2005, il progetto preliminare per la bonifica e la messa in sicurezza dell'area era stato respinto dall'apposita Conferenza dei Servizi tenuta da Comune, Provincia e Arpat, in quanto fondato su una analisi di rischio ritenuta non corretta. L'area industriale, dismessa e in stato di degrado, ospitava inizialmente una fabbrica di barche e successivamente la Fiat ne fece un'industria di idrovolanti (Motofides).

Ma apriamo gli occhi: come non rilevare gli effetti speculativi che si stanno producendo sul mercato immobiliare di Marina e di Tirrenia a seguito della decisione di costruire centinaia di seconde residenze nell’ambito del progetto? Qui i prezzi di vendita delle case e gli affitti dei fondi commerciali sono esplosi superando già oggi i 5 mila euro a metro quadro e la tendenza è destinata a perdurare. L’insostenibilità ambientale del Porto di Marina è aggravata dal fatto di essere un’operazione economicamente vantaggiosa solo per pochi e non certamente per la maggior parte dei cittadini che vivono e abitano questo territorio. Perché si continua a discutere dello spopolamento di Pisa ignorando sistematicamente la vera questione che lo determina: ovvero il costo degli affitti ed il potere della rendita nella nostra città? Perché si parla continuamente di alberghi, di residenze di lusso, di servizi per i turisti e non si prevedono mai stabili e risorse per gli spazi sociali, culturali e di aggregazione?

 

Posted in Cronaca Pisana, Territori, Ambiente&Energie. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
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