APPUNTAMENTI:

3-4 Luglio: Solidarista 2009, la festa della solidarietà e dei diritti alla Cittadella di Pisa.
4 Luglio ore 15.30: NoDalMolin? Yes, We can. Tutti a Vicenza per l'indipendenza, la dignità e la partecipazione.
4 Luglio dalle ore 19: Mostra della VII Maratona fotografica IMAGO in piazza La pera (C. Gambacorti).
4 Luglio dalle ore 18: Newroz in festa * spettacoli, video, cena, cabaret, dj set.
9 Luglio ore 23.40: "Come un uomo sulla terra" in onda su RAI3.


APPROFONDIMENTO:
SAHARA OCCUPATO:
Un massacro senza voce.

Il Sahara Occidentale è il più grande territorio non indipendente al mondo e ogni giorno la popolazione Saharawi si scontra con l’indifferenza dei media, vittima di un’invasione tenacemente nascosta e di una guerra che non tollera testimoni.(continua)

Menu:

Ultimi Articoli

Categories

Cronaca Pisana
Migranti
Mobilitazioni
Capitale/Lavoro
Scuola e Università
Controllo sociale&Repressione
Dal Mondo
Iniziative
Territori, Ambiente&Energie
Antifascismo
Diritto alla Casa
Cultura, Arte e Sport
Questione di genere
Politica interna
Editoriali
"Orrori" di Stampa
Chi Siamo?

Per iscriverti o accedere alla newsletter



Links

Meteo Pisa LIVE,
a cura di Francesco Bracci


Scarica il dossier sulla 133 prodotto dal "Polo Carmignani Occupato".
Traduzione in inglese.

Generale
- Unione Inquilini Pisa
- Formiche Rosse
- Archivi della Resistenza
- 133. Anche NO
- No 133 Pisa
- progetto Prendocasa
- Co.co.co Unipi
- Africa Insieme
- C.a.R.
- Senza Soste
- Collettivo Artaud
- Mob-Com
- Rebeldia
- Newroz

Syndicate

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3

Spot

Questo blog vive grazie ad autistici che fornisce gratuitamente la piattaforma e la banda. Se volete che questo blog e gli innumerevoli altri siti e servizi che vivono grazie a A/I continuino ad esistere non fate i tirchi e tirate fuori due euri.

Emergenza Carceri: un altro decesso alle Sughere di Livorno

gramigna | 09 Novembre, 2008 21:42

LIVORNO, 9 NOV - Un detenuto di 31 anni si e' suicidato oggi all'interno della sua cella nel carcere delle Sughere a Livorno.

Secondo quanto appreso, l'uomo, di origini napoletane, si e' tolto la vita indossando una busta di plastica, con la quale si e' coperto la testa, e poi utilizzando il gas di un piccolo fornello da cucina. L'uomo sarebbe morto per asfissia. I motivi del suo gesto non sono noti anche perche' il detenuto, che era solo in cella, non ha lasciato alcun biglietto.


Senza Soste -Le Sughere: campo di prigionia e di morte

Per la seconda volta in una settimana il campo di prigionia delle Sughere di Livorno si rende protagonista di un record di morte imbattuto. Due prigionieri, il primo di 22 ed il secondo di 29 anni, entrambi di nazionalità straniera, abbandonati al suicidio da un'amministrazione penitenziaria che li ha lasciati soli davanti alla morte.

La direttrice generale del carcere, Anna Carmineo, da tempo inspiegabilmente indenne dal trasferimento ad altre "macellerie penitenziarie" (o meglio ancora dall'allonamento da una città democratica che non accetta di albergare tra le proprie mura simili responsabili istituzionali), sembra essere condannata a battere il record nazionale di suicidi. Mai come negli ultimi anni della sua direzione il carcere di Livorno ha presentato tali liste di morti suicidi o di incidenti sospetti.

In qualsisi stato democratico, una direzione penitenziaria responsabile di tali statistiche di morte, sarebbe stata messa sotto accusa non soltanto dalla magistratura ma anche dai cittadini e dalle istituzioni locali. Così non è stato neppure questa volta.

Per l'assessore alle Politiche Sociali, Alfio Baldi, le tragedie non sembrano esaurirsi. Non una persona sfortunata, ma una "sfortunata" gestione di un assessore e della sua amministrazione che si è completamente dimenticata delle politiche sociali, affondate da scelte che amplificano la desertificazione economica e sociale della città di Livorno.

 

Rifugiatosi dietro lo stereotipo ultimamente di moda per ogni tipo di morte sul territorio livornese,"il problema riguarda soprattutto la situazione legata agli stranieri", frase ad effetto valida per tutte le situazioni (dai bambini rom morti nel rogo di Pian di Rota fino ai due ultimi delle Sughere), l'assessore e il governo cittadino continuano a difendere la direzione del carcere di Livorno.

Per la città il carcere delle Sughere sembra non rappresentare un problema di ordine pubblico. Eppure è il luogo istituzionale e geografico dove si verificano più morti annuali: altro che via dei terrazzini o i quartieri periferici!

Situato geograficamente accanto ai nuovi empori del consumo (Ipercoop, Castorama, Medusa...), il campo di prigionia delle Sughere continua ad essere uno spettro della città. Eppure i furgoni dei trasporti funebri ogni anno trasportano morti verso i cimiteri d'orgine, e le ambulanze e i blindati della polizia penitenziaria fanno la spola dagli ospedali alle celle. Ma per la direttrice delle Sughere è "difficile prevenire": ci si appella allo stato psicologico del detenuto per mascherare le assenze strutturali di programmi educativi e di rinserimento.

L'Arci, uno dei pochi enti associativi autorizzati e finanziati da logiche di spartizione territoriale delle aree di intervento solidale, non ha mai promosso uno studio sulle condizioni di vita quotidiane dei detenuti. Sappiamo chi sono i giocatori di pallone che entrano 1 volta l'anno sul campo delle Sughere, sappiamo i titoli e gli autori dei testi teatrali messi in scena, conosciamo i nomi di quei, pochi, personaggi pubblici che ogni tanto si ricordano che esistano i condannati. Ma non conosciamo le persone che il carcere lo fanno perchè ci muoiono o perchè devono trovare formule alternative allo spaccio e al consumo di droga dei cortili delle sezioni. Insomma, il carcere come palcoscenico di pietà o abuso di potere istituzionale. In quest'assenza cronica d'informazioni, unita alla gestione clientelare dei finanziamenti (pochi), ha creato le condizioni ideali per far scomparire dalla mappa delle città un carcere che continua a produrre morte e sofferenza.

Uno spettro insomma: il fantasma del disastro annunciato. Nascosto dietro programmi di teatro, partite di pallone e attività ludiche che a detta della direttrice responsabile del record nazionale di morti, suicidi e autolesioni, "proiettano il carcere verso l'esterno", le Sughere si confermano uno dei campi di prigionia più duri del panorama penitenziario nazionale.

La città osserva silenziosa quelle mura di pelle color rosa di vergogna. Gli associazionismi rattoppano le miserie senza produrre strumenti di critica collettivi: sedano i conflitti per cogestire il silenzio. La direttrice rimane al suo posto in cerca di un nuovo record da superare. Le guardie penitenziarie e i loro comandanti rimangono indenni dall'accusa di omicidio per evitare di sovraffollare il già sovraffollato carcere di Livorno: oltre ad accorgersi dei cadaveri il giorno dopo della loro morte che cosa possiamo chiedere a questi generosi tutori delle leggi democratiche?

Risultato: i detenuti muoiono! Come direbbe l'assessore alle Politiche Sociali "soprattutto quelli stranieri". Particolare inutile che tra le varie inesattezze nega le evidenze giudiziarie in quanto rimane ancora aperta l'indagine sulla morte di Marcello Lonzi, livornese, morto come gli altri non livornesi, anche lui in circostanze sospette, per tutti...ma non per loro.

18 settembre 2007

articoli correlati: 

Un sistema carcerario fuorilegge: 57.030 detenuti per 43mila posti

Anticipazioni dal piano per le carceri di Maroni: mix di fantascienza, big brother e razzismo

 Quando in galera è il tuo corpo che diventa il luogo della rivolta

 Le carceri toscane scoppiano: solo a Pisa 33 detenuti in più ogni 100. Peggio va a Montelupo(84 in più ogni cento).

 Carcere: a Pisa su 180 posti disponibili le presenze sono 300.

 Giuristi contro la deriva securitaria:

 Carceri: istituzione totale a servizio della società del controllo

 Parlare di carcere. Ascoltare la società.

 “Fine pena: mai”. Dibattito su ergastolo e funzione della pena.

Livorno: dopo 5 anni "Verità e Giustizia" per Marcello Lonzi

Caso Lonzi: gli indagati sono due. L'ex compagno di cella ha detto il falso.

Caso Lonzi: la madre inizia lo sciopero della fame

Caso Lonzi, "l'infarto causato da percosse precedenti"

 

Posted in Controllo sociale&Repressione. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»