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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Sport sotto l’assedio: Solidarietà e accoglienza anche a Pisa Tre giorni con le giovani ragazze di Betlemme, ricordando quelle di Gaza

gramigna | 19 Novembre, 2007 18:24

 
 
Pisa – Si è tenuta a Pisa il ciclo di iniziative organizzato da Sport Sotto l’Assedio in solidarietà con il popolo palestinese contro l’occupazione israeliana. Purtroppo in Italia sono potute arrivare solo le ragazze del campo profughi di Dehishe in quanto l’esercito israeliano non ha concesso alle ragazze provenienti da Gaza di partire alla volta dell’Italia. Una scelta questa che, peraltro, ha condizionato il viaggio delle ragazze palestinesi che in tutte le date italiane continuano a ricordare le compagne rimaste in “patria”.

A Pisa in un clima d’accoglienza e solidarietà le Giocatrici di basket hanno incontrato gli assessori Montano e Cerri, a San Giuliano il Sindaco Panattoni, l’assessore Barbuti e la famiglia di Marco Verdigi (finanziatrice del summer camp tenutosi quest’anno in Palestina da SSA). Si è tenuta una partita di basket a Ghezzano contro la squadra locale ed è stato disputato un torneo di calcetto femminile presso il Circolo Arci di Pisanello in cui si sono affrontate l’Etruria, L’Heval e una formazione di studentesse medie. Naturalmente è venuta a mancare la squadra femminile di Gaza e ciò ha reso malinconico di un torneo comunque reso vitale dallo spirito delle ragazze e dalla presenza simbolica di alcune ragazze di Dehishe nella formazione delle Heval ( in Kurdo vuol dire compagna) guidata dal mister Canesi.

Secondo gli organizzatori è importante stimolare momenti di riflessione tramite iniziative di scambio culturale e sportivo per dare risalto alla dolorosa e inascoltata voce di un popolo; il miglior modo è sviluppare momenti di crescita collettivi  in cui i giovani palestinesi possano esprimersi e sopravvivere all’embargo israeliano.

Finito il tour de force di questo importante viaggio Sport Under Siege promuoverà altri progetti, e porterà una carovana di solidarietà in Terra Santa. Per la libertà del popolo palestinese

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