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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Omicidio Sandri: Una testimone smonta la difesa della Polizia

gramigna | 12 Marzo, 2008 11:23

Arezzo, 11 mar. - (Adnkronos/Ign) - ''Questo ulteriore elemento conferma quanto abbiamo sempre sostenuto. Già si sapeva, era emerso nei primi momenti, i testimoni avevano fatto emergere questa circostanza''. Lo afferma all'ADNKRONOS, l'avvocato Michele Monaco, legale della famiglia di Gabriele Sandri (nella foto), commentando la notizia di 'La Repubblica', che ha pubblicato il verbale dell'interrogatorio di un'operatrice turistica giapponese.  La donna, Keiko H., 42 anni, quella domenica mattina dell'11 novembre scorso era presente nell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo) sull'A1, e afferma che l'agente Luigi Spaccarotella, prima di sparare, puntò l'arma e prese la mira per dieci secondi. Il proiettile centrò mortalmente il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, seduto sulla Renault Megane guidata da un suo amico.

''Dopo aver fatto colazione - si legge sul verbale della supertestimone giapponese - uscivo dall'autogrill per fumare una sigaretta nel piazzale antistante. All'improvviso sentii uno sparo. Ma non capivo la provenienza. Vidi allora dei ragazzi, dall'altra parte dell'autostrada, scappare e correre verso delle autovetture. Successivamente vidi i due poliziotti correre verso di me e in particolare uno dirigersi verso l'estremità del piazzale mentre dall'altra parte i ragazzi salivano su un'autovettura di colore chiaro. Il poliziotto dopo essersi fermato puntava una pistola tenendola con entrambe le mani protese in direzione dell'autovettura e dopo circa dieci secondi sparava. Ricordo bene il momento dello sparo: l'autovettura era in movimento e anche dopo proseguiva la marcia''. Keiko H., il 15 novembre ha raccontato la sua verità agli investigatori della guardia di finanza e ora le sue dichiarazioni sono finite tra le migliaia di pagine depositate dalla Procura di Arezzo. Quanto alle perizie balistiche, sono state già depositate. Secondo i periti del poliziotto, il proiettile è stato deviato dalla rete metallica che divide l'autostrada. ''Il proiettile non è stato deviato - ribatte l'avvocato Monaco - e anche se lo fosse, questo non modifica la rilevanza penale per l'agente Spaccarotella. La deviazione è orizzontale e non verticale: l'agente non ha sparato in alto, il colpo era mirato verso l'autovettura, e se è stato deviato, lo è stato alla stessa altezza''. Spaccarotella deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario.

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