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Milano: Sfratto e richiesta di risarcimento danni per l’ambulatorio popolare di via dei Transiti

gramigna | 21 Aprile, 2008 13:25

Milano -  Si è conclusa così la causa intentata all’ambulatorio, nato all’interno di una casa occupata, da un imprenditore che ne aveva comprato i locali. Qui sotto il comunicato diffuso dall’ambulatorio popolare.

Qualcuno crede che siamo alla fine di un percorso partito tredici anni fa, una follia in un mondo dove tutto si misura col denaro: un ambulatorio gratuito per il diritto alla salute. Si trova nei locali, per quasi due decenni lasciati in totale abbandono, al piano terra della storica casa occupata in via dei Transiti 28, Milano. 3600 persone visitate, 30 visite gratuite ogni settimana, migliaia di ore spese da decine di volontari e volontarie. Il tutto con la spesa di poche centinaia di euro l’anno, auto-finanziate e in totale indipendenza da partiti ed istituzioni. Questo e’ l’Ambulatorio Medico Popolare . Questo è quanto non capirà mai il sig. Ciro Bigoni che ha comprato i locali per poche lire nel 2003, solo per fare un buon affare a scapito di una battaglia che rivendica un diritto fondamentale, il diritto alla salute. Aveva già provato a farci causa con l’assurda accusa di esercizio abusivo della professione medica che ha ovviamente perso. Ora però chiede lo sfratto ed i danni, ed il tribunale gli da’ ragione: deve poterci mettere il suo negozietto, dovremmo andare via entro il 15 luglio 2008 pagandogli oltre 13.000 euro di danni. Quasi 1000 euro per ogni anno passato a togliere le castagne dal fuoco ad uno stato imbelle ed ipocrita, in una regione dove non sono garantiti neppure i diritti sanitari essenziali sanciti dalla legislazione nazionale. Perche’ mai l’unica legge che debba prevalere sia quella del profitto non lo capiremo e non lo accetteremo mai. Facciamo appello a chi voglia sostenere questa battaglia a mettersi in contatto con noi. per contatti ed adesioni _ambulatorio.popolare@inventati.org

 

I volontari dell'ambulatorio medico-popolare di Milano, a rischio di chiusura, parlano della loro attivita':"negozio 2 luci, 90 mq, adiacenze v.le Monza, zona di passaggio, prossimità MM, occupato abusivamente , ottimo per investimento” è su un annuncio del genere che si è leccato i baffi il signor B., pregustando la sua prossima, piccola, speculazioncina immobiliare. E così ha comprato l'immobile in cui da 10 anni ha la sua sede l'Ambulatorio Medico Popolare, al piano terra della casa occupata di Via dei Transiti, 28 a Milano. Il signor B. ha il fiuto per gli affari, ed ancor più per scegliersi il legale che dovrà sloggiare gli abusivi: quest'ultimo infatti, dapprima manda missive ad un fantomatico “Poliambulatorio Leoncavallo” (!!!) che ovviamente nessuno riceverà mai, poi prova a fare “bù, bù” al telefono a due operatrici dell'AMP che non si impressionano troppo, infine, non domo, sfodera il jolly. Una bella citazione giudiziaria con procedimento d'urgenza (che peraltro il giudice non concede) in cui si chiede: -che l'AMP venga chiuso poiché vi si “esercita abusivamente la professione medica” e perchè “vi si vendono farmaci scaduti (!!!)” -un risarcimento per danni di 30.000 € (e chi siamo, Multimedica?) -ultimo e non ultimo, la liberazione immediata dei locali Si cerca cioè di velocizzare uno sfratto “difficile” gettando fango sull'AMP
e facendolo chiudere d'autorità. In effetti, si: in tutto questo tempo decine di medici hanno esercitato la loro professione “all'interno dell'immobile del signor B. e a sua insaputa”, senza richiedere alcun compenso ai malati che hanno curato e dimostrando come si possa con modestissime risorse garantire quel diritto alla salute che il sistema sanitario continua a negare. 3000 pazienti, 15000 visite, distribuzione GRATUITA di farmaci a immigrati privi della tessera sanitaria e a italiani messi in difficoltà dai ticket-balzello di Formigoni, hanno fatto dell'AMP un punto di riferimento
importante per la popolazione del quartiere e della città. E ancora: attività meno pratiche e più politiche vengono svolte dall'AMP all'insaputa del signor B., nel “suo” immobile, nella città e sul territorio nazionale. Sportello del Telefono Viola contro gli abusi psichiatrici, informazioni sul diritto alla salute nelle scuole di italiano per stranieri, consultorio donne autogestito e autoformazione sulla salute delle donne nelle scuole e nei centri sociali, sostegno alle iniziative autorganizzate degli immigrati per il diritto alla casa, alla scuola, alla cittadinanza, presenza attiva contro la dilagante mercificazione della sanità. Non è nostra intenzione permettere che gli interessi pecuniari di un singolo pongano fine a questa lunga esperienza di autogestione possibile, a questa
risposta concreta ai bisogni di molti. Né abbiamo intenzione di andarcene da questi spazi, che sono stati lasciati all'abbandono e al degrado dai proprietari, e recuperati più di 10 anni fa ad un uso socialmente utile grazie ad un grosso impegno collettivo, anche economico.

 

Carta nonews

ngv

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