Primo Piano:

ORDINANZE DEMOCRATICHE

I fatti parlano da sé: seguendo un trend nazionale, l’estate pisana è stata caratterizzata da un singolare connubio tra un prefetto, Basile, che alza la palla, un sindaco-sceriffo, Filippeschi...(continua)

Menu:

Ultimi Articoli

Categories

Migranti
Territori, Ambiente&Energie
Capitale/Lavoro
Dal Mondo
Istituzioni Totali&Repressione
Mobilitazioni
Iniziative
Cronaca Pisana
Antifascismo
Diritto alla Casa
Scuola e Università
Questioni di Genere
Generale
Sport&dintorni
Libri Utili
Guerre&Resistenze
Sport Sotto l' Assedio. Palestina 2008
"Orrori" di Stampa
Editoriali
Brisop - guatemala
Chi Siamo?

Per iscriverti o accedere alla newsletter, clicca nel link qui sotto !



Links

Generale
- 133. Anche NO
- No 133 Pisa
- progetto Prendocasa
- Co.co.co Unipi
- Africa Insieme
- C.a.R.
- Senza Soste
- Collettivo Artaud
- Mob-Com
- Rebeldia
- Newroz

Syndicate

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3

Spot

Questo blog vive grazie ad autistici che fornisce gratuitamente la piattaforma e la banda. Se volete che questo blog e gli innumerevoli altri siti e servizi che vivono grazie a A/I continuino ad esistere non fate i tirchi e tirate fuori due euri.

Associazione Aut-Aut, Pisa, precariato, precarietà, precari, antifascismo, antisessismo, anticlericale, anticlericalismo, no mafie, cronaca pisana, diritto alla casa, speculazioni, antirazzismo, antipsichiatria, no tav, no ponte, no mose, ambiente, energie, territori, guerra, resistenza, repressione, istituzioni totali, femminismo, autodeterminazione.

Pisa, la città che resiste

gramigna | 09 Giugno, 2008 17:37

foto 

Pisa_ Domenica 8 Giugno. Sfogliando i principali quotidiani cittadini è necessaria molta attenzione per riuscire a scovare un brevissimo articolo che, per dovere di cronaca, ricorda che il giorno precedente, sabato 7, Pisa è stata pacificamente invasa da migliaia di persone, scese in piazza per difendere il laboratorio delle disobbedienze Rebeldia da uno sgombero ormai più volte annunciato.

Le pagine dei due quotidiani sono quasi interamente occupate da articoli che invocano tolleranza zero contro i suonatori notturni di bongo, che si complimentano con le forze dell’ordine che nella notte tra sabato e domenica hanno denunciato tre studenti, colpevoli di suonare in piazza dei Cavalieri durante la notte, che annunciano fieri la nascita di un comitato chiamato Legalità e sicurezza, forte di ben cinquanta firme.

Nessuno all’interno delle redazioni del Tirreno e della Nazione sembra essersi accorto che sabato sette giugno è sfilata per le strade di Pisa quella vasta parte della cittadinanza che non ne può più di campagne stampa volte a creare odio verso il diverso, diffidenza e paura; che non ne può più di sentire riproposto un perverso binomio secondo il quale la sicurezza equivale a uno stato di polizia.

Chi ha partecipato alla manifestazione di sabato, infatti, non ha espresso esclusivamente la propria opposizione al tentativo di privare il Progetto Rebeldia dello spazio che si è faticosamente guadagnato, ma ha espresso la propria solidarietà nei confronti di ciò che questo progetto rappresenta: autogestione degli spazi e delle risorse, promozione di cultura e di socialità a costo zero, espressione di cittadinanza attiva e partecipata.Le associazioni, le realtà autorganizzate, le singole persone che erano presenti in piazza hanno dato vita ad una manifestazione grande, colorata e gioiosa ma allo stesso tempo espressione di un messaggio chiaro e forte.

Momenti di particolare interesse sono stati l’arrivo sotto il Comune di Pisa, accompagnato dalla scalata del Comune stesso da parte del gruppo Equilibri Precari, e l’affissione alle finestre di palazzo Gambacorti di uno striscione contro lo sgombero di Rebeldia, e il passaggio sotto il palazzo ex-Enel, contrassegnato dall’affissione da parte del collettivo Precari Autorganizzati di uno striscione che esprimeva un concetto di sicurezza basato sul diritto alla casa e al lavoro, e non sul controllo poliziesco e il razzismo.

Forse non è un caso che i quotidiani cittadini abbiano dedicato così poco spazio al corteo si sabato.

Forse alle redazioni del Tirreno e della Nazione, al Comune, si sono accorti di ciò che succedeva fuori dai loro palazzi.

Forse ne hanno avuto paura, perché è difficile continuare a dipingere Pisa come una città in preda alla delinquenza e all’illegalità (ovviamente causate dagli immigrati), quando per le strade sfilano migliaia di persone, migranti compresi, che dicono no alla logica della paura e della segregazione, in nome di un modello di cittadinanza attiva e partecipata.

Posted in Cronaca Pisana. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»