Milano antifascista si ribella alla apertura della sede di Cuore Nero.

Anche a settembre l’antifascismo
non si ferma. A Milano vi sono stati momenti di tensione al presidio indetto contro la riapertura del
circolo neo fascista ‘Cuore nero’
organizzato da centri sociali, il comitato antifascista e Rifondazione comunista
in piazzale del Cimitero Maggiore a Milano .
I tafferugli sono iniziati quando un consigliere di zona della Lega Nord,
Costante Ronzini (che di recente ha chiesto la chiusura del Torquiera), vestito
con una camicia nera e un foulard della Lega Nord, si è avvicinato alla zona
della manifestazione.

La provocazione del consigliere
non è stata evitata dalla polizia, che però è stata pronta ad intervenire
contro il presidio degli antifa. E così è stato: mentre il consigliere si
allontanava sorridendo ai giornalisti, la
PS ha caricato le compagne ed i compagni. Le cariche hanno
causato qualche ferito.  La situazione di
tensione dopo un breve proclama dal palco da parte degli organizzatori della
manifestazione è ritornata alla normalità. I fascisti godono degli appoggi
della questura (vedi video) e godono di coperture politiche. A pochi metri dal presidio si radnavano circa 50 nazi, con maglietta uguale e cintola con celtica. A Milano la ferita
di Dax è ancora viva e centinaia di
persone (circa 800), nonostante la cesura mediatica, hanno voluto comunque dire no al
fascismo.

Le forze dell’ordine hanno
provato anche a chiudere il presidio e perimetrare la piazza con cordoni e
transenne. Da qui le richieste dei manifestanti di distanziarsi indietreggiando
e la risposta spontanea e decisa del presidio che ha permesso di riconquistare
l’intera piazza, facendo indietreggiate camionette e forze dell’ordine per
alcune decine di metri.

video fascisti contro la stampa

video tafferugli

video "a picchiare ci penso io" 

"Ultimamente in quanto a razzismo
e a rigurgiti fascisti non c’è che l’imbarazzo della scelta. Sicuramente le manifestazioni
più spettacolari del "nuovo ordine" che sta strisciando per l’Italia
sono sotto gli occhi di tutti immediatamente evidenti per chi avesse anche solo
la voglia di guardare; di certo non servono capacità soprannaturali per capire
che il clima è dei peggiori e che i peggiori ne approfitteranno.

Nonostante scismi, divisioni e,
fortunatamente, proteste la vicenda della prossima riapertura di "cuore
nero" riassume molto bene quello che sta succedendo in Italia in questo
periodo.

I vari cuori neri sparsi per
l’Italia costituiscono il livello immediatamente osservabile di una serie di
fenomeni che per larga parte rimangono sommersi o, come nel caso delle assurde ordinanze
(leghiste o non), vengono abilmente nascosti sotto gli occhi di tutti.

Il neofascismo esplicito,
visibilmente organizzato è una malapianta che necessita di cure continue e di
un adeguato humus istituzionale fatto di revisionismo, connivenza ed emergenze
mobilitate quando fanno comodo. In questo senso parlare di un singolo cuore
nero non ha senso perché i centri di produzione del fenomeno sono molteplici. Per
restare sul concreto basti ricordare l’ appoggio para-ististuzionale fornito
dalle amministrazioni di Rho e Milano in occasione di concerti neonazisti,
oppure la disponibilità di industriali, finanzieri o politici neri a creare
lobbies oppure a fornire spazi o capitali per rinverdire i fasti del
neofascismo lombardo. Eppure anche qui, a questo livello, si rischia di non
cogliere appieno la gravità del fenomeno i cui centri di produzione sono molto
più diffusi e non tutti di matrice esplicitamente fascista, restano annidati
nelle amministrazioni e in quella infame pratica del controllo metropolitiano
che sposa perfettamente gli interessi di chi specula, di chi accoltella e di
chi governa. Allora sgomberi e vilipendio della memoria storica diventano
funzionali alla pacificazione urbana necessaria perché si possa utilizzare la
città e i suoi abitanti come "materia prima" per palazzinari. Il
colore dell’amministrazione c’entra relativamente poco poiché pratiche simili
trovano le loro radici nell asfissiante Milano e nella defunta Bologna, nel
razzismo nazi-padano cosi come sotto la maschera capitolina dell’
"equidistanza" veltroniana poi superata in coerenza ideologica dal
suo successore. Proprio gli atteggiamenti di "equidistanza" mantenuti
in spregio ai valori della repubblica fondata sulla resistenza costituiscono un
altra tessera del mosaico: a roma dove è stata permessa la creazione dei primi
semi del network di "casa pound", un altro dei piccoli motori dell’
estrema destra italiana, che ha recentemente dato vita all’occupazione, di breve
durata, di un cascinale nella campagna bresciana; o nella vergogna di vedere un
comune di una città medaglia d’oro per la resistenza costituirsi parte civile
in un processo contro degli antifascisti. Forse questo ultimo atto spiega piu
di mille parole dove nasca l’ onda lunga del neofascismo italiano, non solo
dalle curve nere o dai covi nazisti ma dall’ interno delle stesse istituzioni
per cui democrazia e memoria storica sono diventate soltanto un ingombro."
(italy.indimedia.org)

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