Ateneo fuorilegge, tra tagli alle biblioteche e contratti gratuiti ai precari

Pisa_ Domani avrà luogo l’ultimo consiglio d’amministrazione dell’Ateneo pisano per quest’anno accademico, quello che in molti aspettavano per vedere come l’università avrebbe messo a verifica i conti in "assestamento di bilancio".

La novità, per il secondo anno consecutivo, è che al cda non verrà presentato nessun assestamento, nessuna verifica dei conti del bilancio preventivo approvato a novembre. Come è possibile?

Nonostante l’assestamento sia previsto secondo regolamento d’Ateneo (Vedi art. 15 dal regolamento per l’amministrazione, la finanza e la contabilità d’Ateneo) per il secondo anno consecutivo tale documento programmatico dei conti dell’università di Pisa, non sarà presentato né discusso. Tutto questo considerato che quest’anno si è avuto uno dei bilanci preventivi più contestati della storia, tra blindature poliziesche e contestazioni dentro e fuori dal consiglio.

I punti oscuri nel bilancio erano molti, a questi si sommano evidenti tagli che in molti non hanno digerito, primo tra tutti quello sulle biblioteche, che ha innescato lunghe discussioni e battaglie.

Proprio sulle biblioteche dopo richieste arrivate da più parti, sia dalla commissione V, sia dal delegato del rettore nella commissione di indirizzo e controllo del sistema bibliotecario, ma soprattutto dopo le battaglie del personale strutturato, degli esternalizzati e degli studenti dell’assemblea per la salvaguardia delle biblioteche, si aspettava che in sede di assestamento di bilancio il taglio di 250.00 euro circa, ad opera dell’Ateneo verso le strutture, venisse annullato.

E invece il palazzo se ne infischia, di tutto e di tutti, va avanti contro il regolamento e in maniera del tutto fuorilegge.

Domani ci sarà un presidio in concomitanza con questo ultimo cda. All’interno il consigliere del coordinamento dei collettivi presenterà una richiesta di storno, da una voce ad un’altra di bilancio, per cercare di salvare in ultima istanza le biblioteche. Se ancora una volta, su una proposta precisa e tecnica, il cda si esprimerà, nei fatti, contro le biblioteche, nonostante le delibere della commissione biblioteche, del consiglio di facoltà di scienze e i pareri espressi in senato accademico, allora l’università decreterà la propria chiusura.

Se le biblioteche rischiano il collasso, l’università, che di queste si nutre, chiuderà con esse.

Domani mattina anche i precari della ricerca e della didattica non mancheranno all’appello, visto che in questi giorni le brutte notizie non sono mancate neanche per loro.

Sono usciti nei giorni scorsi i primi bandi per i contratti di insegnamento dell’a.a. 2009-10. Solo a Lettere sono usciti 92 contratti di cui ben 74 a titolo gratuito. Fra questi si contano insegnamenti del calibro di "Letteratura italiana", "Storia dell’arte contemporanea", "Storia delle religioni", "Letteratura Ceca", "Letteratura latina medievale e umanistica", "Teoria della letteratura". Insomma tutti insegnamenti non certo secondari.

Per quanto riguarda Scienze, saranno 83 i corsi, di cui 72 gratuiti. Le altre Facoltà presenteranno i bandi nei prossimi giorni, probabilmente entro il 20 luglio, dal momento che i bandi durano 10 giorni, e che saranno comunque già in estremo ritardo rispetto alla programmazione didattica, che di norma, va formalizzata entro il 30 giugno.  

Insomma non c’è futuro per i precari, per adesso o si accontentano di lavorare gratis oppure se ne vanno.

Questa è la risposta da parte dell’Ateneo, che recepisce un decreto del ministro Gelmini che non solo manca di regolamento attuativo, ma pone la possibilità della scelta, ovvero l’Ateneo poteva benissimo scegliere di bandire contratti pagati, come la natura del termine vuole, ma l’Ateneo pisano preferisce, come si è visto in diverse occasioni, recepire i dettami governativi più incostituzionali.

I bandi dei contratti gratuiti arrivano proprio mentre in parlamento passa un bell’aumento agli stipendi di docenti e ricercatori ordinari, oltre che ai magistrati e ai dirigenti di Polizia. La forbice si allarga sempre di più e per gli attuali giovani (un tempo, forse)  precari si annullano le speranze, mentre le risorse si continua a darle ai vecchi ordinari, già pieni dei loro privilegi.

Un bel modo per chiudere l’anno accademico e augurare a tutti un buon agosto, a casa e magari senza stipendio.

Di seguito il comunicato stampa dell’assemblea per la salvaguardia delle biblioteche e il volantino di convocazione al presidio di domani.

 

Vinz

BIBLIOTECHE UNIVERSITARIE: DOMANI LA “RESA DEI CONTI”

Dopo mesi di appelli, denunce e mobilitazioni a causa delle forti criticità provocate dai tagli al Sistema Bibliotecario dell’Università di Pisa introdotti dal bilancio preventivo per il 2009, arriva il giorno della verità.
In vista del Consiglio di Amministrazione di domani 14 luglio, l’Assemblea per la difesa delle biblioteche (composta da bibliotecari, ricercatori precari e studenti) lancia un allarme per il rischio del mancato reintegro del taglio complessivo a livello centrale di circa 280.000 euro, che colpisce soprattutto i servizi all’utenza. In dettaglio, il finanziamento al funzionamento del Sistema Bibliotecario è passato da 758.000 euro (bilancio consuntivo del 2008) a 562.500 euro (bilancio preventivo per il 2009), mentre i fondi per l’acquisto di beni e servizi per le biblioteche è stato ridotto da 1.613.777 euro (2008) a 1.529.999 euro (2009).
Netta è stata la presa di posizione di importanti organi collegiali, dalla Commissione V di Ateneo (“Biblioteche, Musei e Iniziative Culturali”, 18.06.2009) al Consiglio di Facoltà di Scienze (24.06.2009), nonché l’assemblea sindacale dei bibliotecari strutturati tenutasi il 21 maggio, tutti concordi nella richiesta ufficiale di rientro del taglio centrale in sede di assestamento di bilancio, supportata peraltro dal coordinatore del Sistema Bibliotecario, Prof. Barbuti. Eppure, nel Consiglio di Amministrazione di domani, l’ultimo utile per l’assestamento (da approvare entro il 15 luglio di ogni anno, ai sensi dell’art. 15 del Regolamento di Ateneo), non ci sarà alcun intervento sul bilancio, come risulta dall’ordine del giorno. L’Università di Pisa è dunque “fuori legge”, tanto che per il secondo anno consecutivo che non procede all’assestamento di bilancio. I conti sono fuori controllo. È un grave illecito amministrativo, per il quale non esistono giustificazioni.
In meno di due settimane, la nostra petizione per la cancellazione del taglio centrale ha raccolto l’adesione di oltre 180 strutturati dell’Università di Pisa, tra professori ordinari e associati, ricercatori e personale tecnico-amministrativo strutturati, e di più di 700 fra studenti, ricercatori precari, lavoratori esternalizzati e semplici cittadini. Cifre straordinarie per il mondo universitario: in tutto circa 900 persone, che chiedono a gran voce il mantenimento degli attuali standard delle biblioteche pisane, un fiore all’occhiello del nostro Ateneo, oggi sotto pesante attacco.
Per uscire dall’attuale situazione di stallo, l’Assemblea per la difesa delle biblioteche si appella all’art. 14 del Regolamento di Ateneo, che consente di stornare risorse da un capitolo di spesa all’altro in qualsiasi momento dell’anno, purché non vincolate. L’Assemblea indica come voci di bilancio su cui intervenire le cerimonie di ateneo (108.000 euro), i costi di funzionamento degli organi (200.000 euro) e le indennità di carica (520.000 euro), a cui più volte senatori e consiglieri di amministrazione si sono detti pronti a rinunciare. In concreto, durante la seduta di domani il rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione, Angelo Piga, richiederà che la questione venga posta in discussione e presenterà una proposta formale di delibera che prevede il rientro integrale del taglio centrale, con lo storno di 279.278 euro da recuperare dalle seguenti voci: ca. 210.000 euro dalle spese per le indennità di carica (cat. 1, cap. 5), ca. 50.000 euro per il funzionamento degli organi di governo, coordinamento e controllo (cat. 3, cap. 1), ca. 20.000 euro (cat. 5, cap. 16). Di tale iniziativa abbiamo informato i singoli membri del Consiglio di Amministrazione scrivendo, una lettera aperta, in cui si fa appello al loro senso di responsabilità.
L’Assemblea per la difesa delle biblioteche convoca infine un presidio alle ore 10:30 davanti al rettorato, per seguire gli sviluppi del Consiglio di Amministrazione e vigilare se ancora una volta le autorità accademiche dell’Università di Pisa sceglieranno di chiudersi nel segreto delle stanze dei bottoni, così come minacciano di chiudere le biblioteche.

Assemblea per la difesa delle biblioteche dell’Università di Pisa

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