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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Elezioni choc: Vince Berluska, perde l'Italia. La Sinistra partitica non esiste più.

gramigna | 15 Aprile, 2008 12:14

risultati elettorali nazionali

risultati elettorali Pisa

Pisa – Per scelta LaGramigna ha deciso di non parlare di elezioni. Lo ha fatto, per non cadere nel tranello di chi voleva imporre le priorità di una campagna elettorale senza contenuti.

 

Il fallimento del centrosinistra a guida Prodi era già preventivabile, come lo era la nuova gara d’appalto a guida Veltroni. Forse non era calcolabile la debacle della Sinistra Arcobaleno, se non tramite i tant* compagn* che non ne potevano più delle stesse face e delle stesse parole e non sono andati a votare.

Ma di che si tratta: Berlusconi ha vinto di nuovo le elezioni, sarà Premier e ritornerà al potere trovando tutto come lo lasciò due anni fa. Il centrosinistra non ha toccato nulla; La legge Bossi Fini sull’immigrazione, la legge sulle droghe, la legge 30 sul lavoro, la legge sui cicli scolastici e sull’università, la legge sull’antitrust e così via sono rimaste lì. Dove le avevano lasciate Berluska e co.

Anche nella rosa Toscana  le cose non sono andate bene. Per le Politiche infatti, il PD è sotto il 50% mentre la S.A. non porterà rappresentanti né al Senato e né alla Camera. Seguendo la tendenza nazionale, la sconfitta di due anni di malgoverno e scelte elettorali errate dei piccoli partiti hanno condizionato il voto di protesta; i dati confermano l’esigenza di un cambiamento, nelle persone e nelle idee. Bertinotti si è già dimesso e forse bisognerà aspettare (anche se non arriveranno mai) quella degli altri cosiddetti leader. Anche sul locale bisognerà cambiare, a cominciare da tutte quelle persone che hanno fatto dei partiti di sinistra una barzelletta, senza idee e poche relazioni sociali.

Il conflitto sociale ha punito la cultura di governo di pochi padri-padroni. La Tav, le basi militari, l’afghanistan, le speculazioni finanziarie ed immobiliari, i rigassificatori e gli inceneritori hanno fatto il resto.

A Pisa il PD è contento. Ma di cosa? Forse prenderà il sindaco senza ballottaggio? Il dubbio a Pisa però è già una sconfitta. L’unica novità potrebbe essere il fatto che la Sinistra radicale avrà ancora meno peso in città. Le elezioni, come nel resto d’Italia, danno una SA al di sotto di molto rispetto alle precedenti elezioni. La miriade di piccoli partiti ha levato alla SA quella manciata di voti necessaria a conquistare un ruolo in prima fila nel dibattito locale e nazionale. La rottura però l’hanno voluta la classe dirigente di  Rifondazione e dei Verdi, propinando un programma amorfo ed una difesa del Governo Prodi senza se e senza ma.

Dopo una sconfitta gli autori delle scelte di fondo di un percorso devono andare a casa. Sia a livello locale che nazionale, perché se no a governare ci troveremo di nuovo gli sconfitti del ’94, poi del 2001 ed ora del 2008. La cultura di governo antiberlusconiana dovrà cedere il passo ad un percorso rigenerativo dei contenuti antagonisti, passando dai movimenti, dai conflitti, dalla base. In caso contrario meglio che stiano tutti a casa.

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