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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Ministro Carfagna, si comincia bene: negato il patrocinio del governo al gay pride

gramigna | 20 Maggio, 2008 10:59

Il Ministro per le Pari Opportunità  Mara Carfagna inizia il proprio mandato con una presa di posizione in forte discontinuità  con quelle del suo omologo nel precedente governo, Barbara Pollastrini. Dopo aver dichiarato di essere contraria a qualsiasi forma di riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali, ha, molto coerentemente, negato il patrocinio del governo al gay pride.

Del resto, cosa ci potevamo aspettare da una donna che lo scorso anno aveva bollato gli omosessuali come persone “costituzionalmente sterili”?Le reazioni delle organizzazioni per i diritti degli omosessuali, anche del suo stesso schieramento politico (Gaylib),  non si sono fatte attendere. L’Arcigay l’ha dipinta bella ma disumana come la matrigna di Cenerentola, "perchè è disumano non voler concedere riconoscimenti giuridici alle coppie omosessuali". E per continuare con le metafore disneyane, ha rincarato la dose definendola "una bella addormentata che dice falsità  e che vive nel mondo delle favole dove i gay non sono discriminati".  Perchè le cronache raccontano altro: come la sedicenne accoltellata pochi giorni fa dalla madre perchè amava una donna. "In due anni ci sono stati omicidi e 50 atti gravi di violenza denunciati mentre migliaia sono gli episodi di discriminazione", dice il presidente dell'Arci gay Aurelio Mancuso che chiede un incontro col ministro "perchè si distacchi dal mondo delle favole, smetta di fare la matrigna e torni in quello dei comuni mortali costretti a nascondere il loro amore in famiglia, sul lavoro".

E mentre Pollastrini definisce la sua politica “sterile, miope e ingannevole”, Grillini, storico leader del movimento, bolla le parole del ministro come "battutacce da bar, che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità", e Paola Concia, deputata Pd lesbica dichiarata, ipotizza che "forse è consigliata male dai suoi cinque amici omosessuali ricchi che vivono in un contesto sociale protetto". A scendere in campo contro il Ministro è anche, udite udite, la nipotina del Duce, Alessandra Mussolini, che ammette che i problemi ci sono e vanno affrontati. E dichiara: “con il muro contro muro non si va da nessuna parte; ci vuole dialogo, non esclusione a priori". Chissà  se i suoi amichetti di Forza Nuova sono d’accordo!

Ma la voce che ha fatto perdere le staffe al Ministro è quella di Vladimir Luxuria, ex parlamentare del Prc, secondo cui un ministero delle Pari opportunità  che "non intende assolvere al compito di dare e garantire pari opportunità " è "un ministero inutile". Mara Carfagna replica in una nota: "Il signor Vladimiro Guadagno (notare con che delicatezza le si rivolge utilizzando il nome anagrafico maschile) confonde il ministero per le Pari Opportunità  con l'ufficio stampa e propaganda del movimento". A difesa del ministro, il solito Luca Volontè, che definisce corretta la decisione e accusa la sinistra gay di chiamare diritti i propri privilegi discriminatori verso le famiglie e gli eterosessuali, e dal Pd, a conferma di quanto il partito sia coeso su questi temi, Marco Follini, che sottolinea come “il patrocinio non sia un dovere del governo”.

Non è dal patrocinio ad una manifestazione che si giudicano le politiche in materia di contrasto alla discriminazione sessuale e di riconoscimento dei diritti civili, è casomai da dire che anche su questo punto il comportamento del precedente governo non fu certo entusiasmante, dal momento che prima concesse, poi respinse e infine ridusse l'appoggio al gay pride, non per colpa di Barbara Pollastrini, ma delle anime più retrive e bigotte che lo infestavano. C’è da aggiungere inoltre che le politiche del precedente governo su questi temi semplicemente non ci sono state, bloccato com’era dai veti incrociati tra “guelfi” e “ghibellini”. Ma le dichiarazioni che provengono dal Ministro preposto alle politiche in questo campo, e dal suo entourage,  sono davvero inquietanti, sia nei contenuti che nel linguaggio utilizzato, e tracciano uno scenario molto tetro per l’immediato futuro.

Insomma, come diciamo a Pisa, se piove di quel che tuona…

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