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PISA COME BEIRUT ?

In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Via al “pacchetto sicurezza formato Pisa”

gramigna | 23 Maggio, 2008 11:56

Pisa – Si è tenuta ieri mattina in Prefettura la riunione del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Sono state annunciate una serie di misure per contrastare criminalità e abusivismo. Un capitolo a parte hanno meritato gli insediamenti nomadi abusivi.

Si afferma che saranno continuamente monitorati per allontanare chi non è in regola, per evitare che ne sorgano nuovi, e per garantire integrazione a chi lavora e vive legalmente. I campi nella zona di Pisa sono proliferati, si contano quelli di Coltano, Ospedaletto, Bocchette, Cep e alcuni insediamenti alle Piagge e dietro la Cittadella. Si è parlato di un possibile tavolo tecnico per approfondire gli aspetti giudiziari, una volta esaminata la normativa governativa, che potrebbe essere coordinato dal questore.

“Al governo - ha aggiunto il sindaco - chiederemo interventi specifici per il rafforzamento delle forze dell’ordine, magari anche con personale giovane, perché questa è una piccola città, ma particolare, complessa”. Lasciano perplessi le parole del sindaco, che sembrano sottintendere fortemente alla necessità di persone giovani e forti, che sappiano gestire meglio (con le braccia e coi muscoli) i problemi della città.

Per quanto riguarda l’ordine pubblico, è stata prevista l’installazione di sei nuove telecamere tra Piazza delle Vettovaglie e Piazza Sant’Omobono, con una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle zone più frequentate del centro cittadino.

Un’applicazione del “pacchetto sicurezza formato Pisa”, sottolinea Filippeschi, che vedrà in prima linea anche enti locali, amministrazione comunale e Regione Toscana.

Il neosindaco promette infine più illuminazione nelle strade, controllo nei locali, la chiusura degli spazi verdi, nuove assunzioni di vigili urbani, controlli delle licenze degli esercizi pubblici e limitazione dell’orario di apertura, contro l’abusivismo commerciale. Si pensa anche ad un dormitorio Porta a mare, lontano dal centro, in modo da “alleggerire”(viene usato questo termine) la zona della stazione.

Preoccupanti tutte queste misure, tipiche di uno stato d’eccezione in piena regola. Preoccupante il clima che vede la piena corrispondenza tra obiettivi governativi e misure del nostro governo locale, che non solo sta attuando in pieno la politica razzista e xenofoba contro i migranti, ma sta mettendo in discussione la città tutta ed il nostro diritto ad essa, assediandola e minacciando spazi di socialità profonda e diversa, come Rebeldia, che dà quotidianamente risposte all’integrazione e al bisogno di luoghi, veri e cittadini.  Ma non credo che chi questa città se la vive, col lavoro, con lo studio,  con l'affitto pagato (o la casa occupata!) o con la sola speranza di riuscire a crearsi un futuro migliore, si lasci togliere tutto, così.

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