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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Via libera alla discarica di Chiaiano. I sindaci trattano, la gente no.

gramigna | 23 Giugno, 2008 09:18

NAPOLI - Non si arrendono i comitati che si oppongono alla discarica di Chiaiano. Duecento persone hanno atteso in piazza la conclusione del vertice in prefettura con Bertolaso, e malgrado gli impegni e le rassicurazioni del sottosegretario si intende continuare la lotta. "Siamo pronti a difendere la cava con ogni mezzo", insiste Pietro Rinaldi, uno dei leader dei no global che partecipano alla protesta. E' domenica sera, fa caldo e c'é Italia-Spagna in tv: malgrado ciò il presidio è affollato, e a un certo punto spunta un maxischermo per seguire gli azzurri mentre l'animata discussione prosegue. Le prime notizie che vengono dalla prefettura suscitano delusione: il sì alla discarica era ampiamente annunciato, ma l'ufficializzazione accende comunque gli animi. Si attende l'arrivo dei sindaci che si sono confrontati con Bertolaso. "La discussione resta aperta sulle obiezioni rilevate dai nostri tecnici di parte. Questo è un passo positivo, ma dobbiamo restare uniti e continuare a resistere", dice il sindaco di Marano Salvatore Perrotta. "Oggi il temuto annuncio dell'avvio dei lavori non è arrivato - prosegue Perrotta - anzi i tecnici di Bertolaso hanno preso coscienza che nelle cave c'é già un inquinamento da metalli pesanti, come dimostra la loro decisione di procedere ad una bonifica del sito".

Il vicesindaco di Marano, Massimo Nuvoletti, sottolinea come Bertolaso stia per varare un piano per la raccolta differenziata a Marano e Mugnano, come i manifestanti chiedevano da tempo: "Bertolaso ha un suo piano per la differenziata che sarà messo in atto con l' aiuto degli uomini della protezione civile. Entro il 30 ottobre dobbiamo raggiungere il 20 per cento di differenziata per avere in contropartita che in una eventuale discarica venga sversato solo il secco". Dagli amministratori locali viene l' invito ai manifestanti a tenere con forza il presidio, anche perché i tempi tecnici sembrano ulteriormente allungarsi. La protesta resta comunque molta ferma nel dire no all' ingresso dei compattatori a Chiaiano: "Impediremo ai camion di arrivare alla cava - avverte Pietro Rinaldi - la proposta di una bonifica del sito dà ragione alle obiezioni che noi sollevavamo, ma non deve essere una presa in giro. Mi auguro che alla fine il buon senso prevalga, perché noi restiamo pronti a difendere la cava con ogni mezzo". Suscita applausi la notizia di una possibile bocciatura in sede Ue del decreto del Governo sui rifiuti, riferita oggi ai media dall'europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni e riportata ai manifestanti dal vicesindaco di Marano.

La voce dell'Unione Europea è invocata anche da Gemma Infantocci, conigliere comunale di Marano, di Rifondazione Comunista: "Spero che queste ulteriori analisi tecniche - dice l' Infantocci - non siano una presa in giro. Noi comunque continueremo a sostenere le nostre tesi portandole anche in Europa". Piace anche l'idea di un ricorso alla magistratura, annunciata nel pomeriggio dal presidente della commissione ambiente del consiglio comunale di Napoli, Carlo Migliaccio. La protesta quindi resta viva: domani si discuterà ancora in occasione del consiglio comunale di Marano. Il no della piazza alla discarica resta vivo, anche se la sensazione è che i sindaci, avendo apprezzato le promesse offerte da Bertolaso, possano provare nei prossimi giorni a smussare le tensioni per evitare che gli animi si accendano come era avvenuto il mese scorso. Ma la vera prova del fuoco sarà l'arrivo a Chiaiano degli uomini e dei mezzi per dare il via ai lavori di allestimento. 

La realizzazione del sito verrà fatta "a regola d'arte", bonificando prima la cava (che, in quanto ex poligono di tiro, presenta concentrazioni di piombo superiori alla norma): i primi conferimenti di spazzatura sono previsti "entro tre mesi e non prima", ossia il tempo necessario per un allestimento che dia le necessarie garanzie di sicurezza. Anche la cava di Chiaiano, così come le altre discariche individuate per superare l'emergenza rifiuti in Campania, verrà considerata sito di interesse strategico nazionale, e dunque presidiata dall'esercito oltre che dalle forze dell'ordine.

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