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Paesi Baschi, approvata legge per referendum autonomia. Madrid: faremo ricorso

gramigna | 28 Giugno, 2008 12:17

La "fine negoziata della violenza" nei Paesi Baschi e il "diritto di decidere" del popolo basco sul suo futuro: sono questi gli obiettivi del referendum consultivo che il governo regionale basco intende convocare il prossimo 25 ottobre. Ma il governo spagnolo farà ricorso alla Corte Costituzionale contro il progetto di legge del governatore regionale basco, Juan José Ibarretxe (del Partido Nacionalista Vasco, Pnv).
 
Il progetto, approvato ieri (27/06) dall'assemblea regionale del Paese Basco, non prevede una condanna esplicita della violenza dell'Eta: un fatto che si spiega con la necessità di ottenere l'appoggio nella camera basca del Partido comunista de las tierras vascas (Pctv), una formazione politica indipendentista a cui è stato impedito di partecipare alle ultime elezioni per la sua presunta contiguità con il gruppo terroristico, ma che mantiene nove consiglieri regionali.

"E' d'accordo col sostenere un processo per la fine negoziata della violenza, se l'Eta manifesta previamente e in modo inequivoco la sua volontà di mettervi fine per sempre?", recita la prima domanda del referendum. La seconda chiede invece se si è favorevoli a "che i partiti baschi, nessuno escluso, comincino un processo di negoziato per raggiungere un accordo democratico sul diritto a decidere del popolo basco, e che questo accordo sia sottomesso a un referendum prima della fine del 2010". Questa seconda consultazione, nelle intenzioni di Ibarretxe, dovrebbe invece avere valore giuridico. "Dobbiamo poter decidere di vivere insieme: se non c'è libertà di decidere, la convivenza non è libera, è imposta", ha insistito il leader basco, che rinfaccia al governo di José Luis Zapatero il suo costante rifiuto di acettare il referendum.

La proposta di legge è passata con 34 voti a favore (autonomisti e indipendentisti baschi)  contro 33 contrari (socialisti e popolari). Otto gli astenuti. Decisivo l'appoggio del Pctv, da sempre accusato da Madrid di avere legami con Batasuna. L'esecutivo, per voce della vice-premier De La Vega ("Non tarderemo a presentare il ricorso alla Corte Costituzionale") ha contestato a Ibarretxe di non avere chiesto un'autorizzazione preventiva all'autorità centrale prima di presentare il piano.

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