Appuntamenti:

Primo Piano:

PISA COME BEIRUT ?

In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

Menu:

Ultimi Articoli

Categories

Migranti
Territori, Ambiente&Energie
Dal Mondo
Capitale/Lavoro
Istituzioni Totali&Repressione
Mobilitazioni
Iniziative
Antifascismo
Diritto alla Casa
Cronaca Pisana
università
Questioni di Genere
Generale
Libri Utili
Sport&dintorni
Guerre&Resistenze
Sport Sotto l' Assedio. Palestina 2008
Editoriali
Brisop - guatemala
"Orrori" di Stampa
Chi Siamo?

Per iscriverti o accedere alla newsletter, clicca nel link qui sotto !



Links

Generale
- progetto Prendocasa
- Co.co.co Unipi
- Africa Insieme
- C.a.R.
- Senza Soste
- Collettivo Artaud
- Mob-Com
- Rebeldia
- Newroz

Syndicate

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3

Spot

Questo blog vive grazie ad autistici che fornisce gratuitamente la piattaforma e la banda. Se volete che questo blog e gli innumerevoli altri siti e servizi che vivono grazie a A/I continuino ad esistere non fate i tirchi e tirate fuori due euri.

Associazione Aut-Aut, Pisa, precariato, precarietà, precari, antifascismo, antisessismo, anticlericale, anticlericalismo, no mafie, cronaca pisana, diritto alla casa, speculazioni, antirazzismo, antipsichiatria, no tav, no ponte, no mose, ambiente, energie, territori, guerra, resistenza, repressione, istituzioni totali, femminismo, autodeterminazione.

Bulldozer contro bus a Gerusalemme: cinque morti. Quale tregua?

gramigna | 02 Luglio, 2008 13:21

Oggi, nel pieno cuore di Gerusalemme, in Jaffa Road, un bulldozer ha travolto un autobus di linea. Quattro persone sono morte, secondo fonti mediche locali, e almeno quaranta sono i feriti. L'attentatore è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle forze di polizia. Le autorità israeliane hanno dichiarato lo stato di emergenza nella città.

L'attentato è avvenuto nei pressi della vecchia stazione centrale degli autobus di Gerusalemme e della sede dell'Autorità per le telecomunicazioni israeliana. Al momento l'attacco - il primo del genere da diversi mesi nella città e il primo di questa gravità dalla tregua con Hamas siglata quasi due settimane fa - non è stato rivendicato. Fonti dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) hanno riferito, d'accordo con alcuni gruppi della Striscia di Gaza, che l'autista del bulldozer ha agito da solo, senza aver ricevuto istruzioni da nessuno.

La tregua tra Hamas e Israele, mediata dall’Egitto, è entrata in vigore alle 6 locali del 19 giugno, e prevedeva proprio la cessazione di tutte le azioni militari, la riapertura dei valichi, la rimozione dell’embargo sulla Striscia. Un embargo deciso dopo che Hamas ha assunto il controllo della Striscia un anno fa. Fin dal momento in cui è iniziata erano ben chiare le difficoltà contro cui sarebbe andata incontro la tregua tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. L'esclusione della Cisgiordania dal cessate il fuoco nascondeva già allora un handicap e allo stesso tempo una scusa per l'entità sionista.

Ma così come Israele ha sempre giustificato le uccisioni di militanti della resistenza e di civili palestinesi come reazione al lancio dei missili Qassam sulla città di Sderot, sulle stesse basi ha giustificato le oltre 15 violazioni a questa tregua con Hamas.

Da quando è entrato in vigore l’accordo, l’aviazione israeliana ha sorvolato continuamente le città della Striscia seminando il panico, le navi della marina militare hanno sparato contro i pescatori al largo delle coste, i corazzati hanno sparato contro i contadini nei campi. Questa la situazione. Ma a chi fa comodo la tregua?

Israele non vuole la pace. Nell’ultima settimana la pax israeliana a Gaza ha ucciso 3 palestinesi e ne ha feriti 18, tra cui 5 bambini e 2 anziani. E intanto in Cisgiordania l’esercito di occupazione eseguiva 36 incursioni militari, sequestrava 48 cittadini, tra cui 14 minori, demoliva 5 abitazioni (dati del Palestinian Centre for Human Rights).

Le conquiste che otterrà con il ricorso alla diplomazia potranno forse spingere Hamas ad assurgere al rango di interlocutore credibile, e potranno anche spingere il partito islamico della resistenza a non tenere più conto dei lenti passi verso una vera unità nazionale contro l’occupante, o ad alzare la posta per il raggiungimento di una piattaforma comune con Al Fatah, allargando ancora di più la frattura interna alla politica palestinese. Probabilmente porterà a questo la tregua, quando però, nella da sempre asimmetrica situazione, il terrorismo militare israeliano fermerà le sue armi, e a Gaza si potrà davvero parlare di tregua.

 

Fonti: forumpalestina.org, peacereporter.net, Adnkronos

Posted in Guerre&Resistenze. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»