Nuovi orari per le biblioteche d’Ateneo: si diffonde la protesta!

Da lunedi 8 marzo sono partiti i nuovi orari in tutte le biblioteche d’ateneo.
La situazione è più che drammatica in molte strutture:
Due grandi poli come Economia ed Ingegneria sono stati molto colpiti, nel primo si chiude tutti i giorni alle 18.00, nel secondo alle 19.00, e in più è stata soppressa l’apertura del sabato mattina.
Sopravvivono i serali, fino alle 23.00, a Storia e Filosofia e a Matematica Informatica e Fisica anche se in quest’ultima il venerdi si chiude alle 18.30 anziché alle 20.00 e il sabato alle 12.30 anziché alle18.30.
Questo grazie alle proteste degli studenti, e alla posizione “strategica” di queste sedi, ma per garantire questo orario da qualche parte bisognava pur tagliare e allora ecco che alcune biblioteche certo più piccole, ma anche più specializzate, che chiudevano alle 20.00, chiudono alle 18.00, è il caso di Antichistica, Scienze naturali e Ambientali e Chimica (in questo caso il venerdi alle 15.00 anziché alle 18.00); alle 19.00 e il venerdi alle 18.00 ad Anglistica, e alle 19.30 Storia dell’arte.
Inoltre le cinque ore recuperate a Veterinaria che consentono il mantenimento dell’apertura sino alle 19.00, non consistono in un incremento delle ore a disposizione ma sono state decurtate dall’archivio, quest’ultimo ha visto una riduzione totale di una decina ore. Si taglia di più non si vede, insomma, ma in realtà si vanno a colpire i servizi dell’archivio centrale che servono a tutte le biblioteche, ad esempio prendere in consultazione un libro che è conservato all’archivio diventerà una procedura molto più lunga di adesso.
Davanti a tutto questo dilagano le proteste, lunedi c’è stata un assemblea degli utenti della biblioteca di Ingegneria e giovedi gli utenti di Economia hanno deciso di tenere aperta la biblioteca oltre il nuovo orario di chiusura e fino alle 20.00.
È chiaro ormai che gli studenti non intendono accettare la scelte dei tagli al settore bibliotecario, questo è infatti uno degli aspetti integranti della didattica e della ricerca, per non parlare della posizione dei lavoratori esternalizzati che hanno perso la metà delle loro ore di lavoro.
È utile ricordare inoltre che la scelta di tenere aperte le biblioteche negli orari del tardo pomeriggio, era stata presa da questo ateneo a seguito di studi e di indagini che avevano rilevato quanto questa fosse necessaria per studenti, ricercatori, e tutti coloro che usufruiscono del materiale prezioso raccolto nelle varie sedi.
A distanza di pochi anni è davvero triste assistere a questa inversione di rotta, soprattutto alla luce degli ottimi risultati che si erano raggiunti in termini di affluenze.
Come si evince dai comunicati usciti dalla proteste degli ultimi giorni gli studenti chiedono una presa di posizione chiara degli organi politici dell’ateneo pisano, si chiede con forza che i consigli di facoltà, i presidi e il senato tutto si esprimano condannando questa (non)politica e decidendo di investire molto di più nel settore biblioteche.

Insomma la protesta continua, e se l’ateneo non deciderà di cambiare rotta, diventerà ancora più drastica e forte.
 
Leila

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