Proseguono a Pisa le rapine dei proprietari di case che affittano al nero.

In questi giorni la Guardia di Finanza di Pisa ha tirato le somme dell’operazione «Flat to let», (appartamento in affitto), che già a settembre 2007 consentì di scoprire ben 81 proprietari di case che non avevano dichiarato imposte sui redditi per un milione e 598mila euro.

Un anno dopo, a quanto pare, la piaga non si è affatto fermata. E i nuovi recenti controlli disposti dai militari delle Fiamme Gialle su alcune abitazioni affittate a studenti nel perimetro del centro storico di Pisa, hanno consentito stavolta di scopirre redditi non dichiarati per 221mila euro, determinando un’imponibile d’imposta di registro evasa per 60mila euro: il tutto per soli quattro appartamenti che i proprietari da anni affittavano ‘‘al nero’’ a studenti dell’ateneo pisano.

Ai quali non veniva praticato neppure un euro di sconto. Pagare dai 250 ai 450 euro (a seconda della zona e della tipologia dell’appartamento) per avere un posto-letto, non è affatto eccezionale anche se la città di cui stiamo parlando non è certo una metropoli europea.

Una città che però vanta ben tre università (Sapienza, Normale e Sant’Anna), che complessivamente contano circa 50mila iscritti, mentre la popolazione anagraficamente residente nel Comune di Pisa, che è da qualche anno in continua diminuzione, conta appena 90.000 abitanti.

Dal semplice posto letto alla camera o anche all’intero appartamento: queste le tipologie di locazioni monitorate dai finanzieri che, controllo dopo controlli, hanno minuziosamente ricostruito gli esponenziali profitti percepiti dai ‘‘furbetti delle locazioni al nero’’.

E il nuovo screening effettuato dai militari delle Fiamme Gialle, conferma il preoccupante trend già riscontrato nella prima fase del filone d’indagine: quasi un contratto d’affitto su tre è al nero.

E, addirittura, gli ultimi quattro finiti nella rete dell’operazione «Flat to let» non pagavano nemmeno l’Ici, la Tarsu e le altre imposte comunali, per cui sono stati anche segnalati all’Agenzia delle Entrate e ai competenti uffici comunali perché provvedano a recuperare il «maltolto».

Al "primo proprietario" Gambini (confedilizia), che vuol cacciare gli studenti dal centro, diciamo che forse il miglior modo per far ripopolare la città è quello di dire ai suoi colleghi di smetterla con queste rapine.  

Magari iniziando proprio da quei quattro proprietari di appartamenti pisani colti con le mani nel sacco, segnalati alle autorità per aver evaso un imponibile dell’imposta di registro pari a 60 mila euro.

 

 

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