Sudafrica: niente visto al Dalai Lama.

NAIROBI – Il Sudafrica, al fianco del quale si schierò tutto il mondo libero durante la lotta all’apartheid, ha ufficializzato la decisione di negare il visto d’ingresso al Dalai Lama, che avrebbe dovuto partecipare ad una conferenza internazionale sul valore del calcio -il Sudafrica ne ospiterà la coppa del mondo il prossimo anno- nella lotta al razzismo ed alla xenofobia venerdì prossimo a Pretoria.
Come immediata reazione alcuni premi Nobel (lo è anche il Dalai Lama) hanno annunciato l’intenzione di non partecipare a loro volta alla manifestazione a cui erano stati invitati, parlando di "vergogna ed indignazione". Anche il comitato del Nobel per la pace ha annunciato da Oslo che ritirerà ogni proprio rappresentante dalla conferenza di Pretoria se il governo sudafricano non tornerà sui suoi passi; mentre un portavoce dal Dalai Lama ha espresso indignazione, denunciando violente pressioni cinesi sul governo sudafricano, come del resto su tutta l’Africa, dove sta ingigantendo la sua presenza economica.

La notizia del rifiuto del visto era stata anticipata ieri da alcuni quotidiani sudafricani, che parlavano di evidente ed inaccettabile ingerenza cinese. La conferma, molto imbarazzata, é venuta oggi da un portavoce della presidenza sudafricana, Thabo Masebe, che ha detto che il governo era all’oscuro dell’ invito fatto dagli organizzatori della conferenza, ed aveva deciso di negare il visto al capo spirituale del buddismo tibetano poiché "ciò non era nell’interesse nazionale, ed avrebbe distratto l’attenzione dai principali temi del convegno".
Negata, altresì, ogni pressione cinese.

La Cina, peraltro, è il principale partner commerciale del Sudafrica (oltre 10 miliardi di dollari l’interscambio dello scorso anno), e sta estendendo la sua presenza nell’intera Africa, soprattutto quella subsahariana: è di oggi la notizia della definizione di un accordo miliardario con il Congo. E tutti sono certi che che in realtà Pretoria abbia ceduto alle richieste di Pechino.

Desmond Tutu, arcivescovo anglicano emerito di Città del Capo, anche lui Nobel per la Pace, è il più duro: "Abbiamo capitolato vergognosamente alle pressioni cinesi, sono angosciato e pieno di vergogna".
Avrebbero dovuto partecipare al convegno anche altri due Nobel per la Pace, il sudafricano Frederick W. de Klerk, ed il finlandese Marti Ahtisaari, anche immediatamente dissociatisi, come del resto ha fatto il linea generale il comitato dei Nobel per la Pace.

Non si sa con certezza se anche Nelson Mandela, anche lui Nobel, fosse invitato, come segnalano peraltro voci insistenti. Comunque finora ha taciuto. Ma si sa che -seppur in disaccordo, come pur gli è capitato- difficilmente prenderebbe posizioni ufficiali contro il governo sudafricano. Il Dalai Lama era stato in visita in Sudafrica nel 1999 e nel 2004.

articolo e foto tratti da ANSA.it

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