Nuovi attacchi omofobi a Roma. Sono poi così lontani?

ROMA – Due bombe carta, centinaia di ragazzi che fuggono urlando, un motorino a fuoco, il segno di un piccolo cratere nell’asfalto, una fioriera devastata e un ragazzo che si tiene le orecchie dal dolore: dieci minuti prima di mezzanotte, la comunità gay romana è sprofondata di nuovo in un incubo. Dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale, dopo le bombe incendiarie sul portoncino del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d’Italia, stavolta nel mirino è la Gay Street della Capitale.

È una fortuna se nessuno s’è fatto male: l’unico ragazzo che era sembrato ferito al volto dalle schegge e dal rumore se l’è cavata con poco più che un grosso spavento. Secondo i rilievi dei carabinieri, a colpire sono stati due ragazzi a piedi. "Due teste rasate", raccontano i testimoni. Sono arrivati da via Ostilia, a cento metri dal Colosseo: è la prima strada che incrocia via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street.

In mano hanno i due grossi petardi, ma nessuno li nota. La strada, molto frequentata a tarda sera e non solo dalla comunità omosessuale, è animata da centinaia di ragazzi che passeggiano, bevono un drink nei dehor dei locali o chiacchierano sul marciapiedi. È un attimo: i due giovani lanciano i due petardi (bombe carta) "in mezzo alla folla", racconta il presidente dell’Arcigay romano, Fabrizio Marrazzo, che si trovava proprio nella Gay Street. In realtà, una delle bombe carta colpisce una fioriera, l’altra devasta un motorino e ne rovina un altro.

Il boato è enorme, nella strada lunga e stretta: è un fuggi fuggi. I due aggressori intanto scappano a piedi, favoriti dal panico. "I ragazzi volevano corrergli dietro – racconta Marrazzo – ma li ho implorati di fermarsi: cosa sarebbe successo se fossero stati armati di un coltello?". Stasera torneranno tutti nella Gay Street, alle 22, per manifestare contro il clima invivibile che sta perseguitando la comunità. "Abbiamo invitato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ci sarà, e anche il sindaco Alemanno che invece non potrà esserci perché è in viaggio a Lourdes".

"È un gesto terroristico e conferma l’emergenza omofobia", commenta il presidente di Gaynet, Franco Grillini, ex presidente dell’Arcigay. "Arriva dopo una lunga serie di atti di aggressione e conferma quanto andiamo sostenendo da tempo: è in atto una vera e propria aggressione di stampo politico verso la comunità lgbt italiana ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche".

Tratto da Repubblica.it

Questi ripetuti attacchi alla comunità LGBT, sono sempre più frequenti e denotano una società sempre più violenta contro i diversi, contro le minoranze. Complice il clima clerico-reazionario che si respira, con una chiesa sempre più intollerante e pronta ad entrare nelle scelte di vita di ognuno di noi, o l’ascesa di una destra fascista, profondamente razzista, che ha due facce, una sta al governo, l’altra più esplicita e nazista che sta invece in piazza (pronta a scappare favoriti dalla paura delle persone) ? Probabilmente entrambi, d’altronde nemmeno la nostra città è esente da certi attacchi, basti pensare al recente attacco omofobico, presumibilmente compiuto da qualche fascista nostrano, ai danni della sede di Gay.it ad Ospedaletto, avvenuto lo scorso agosto ai danni del famoso portale di cultura omosessuale. 

Roma non è lontana.


Vinz
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