Orrori di stampa: “Tutti in difesa di Filippo, sarà napoletano, ma almeno non è negro!”

Ricordate il povero, si fa per dire, leghista Salvini che cantava: “Napoletani, terremotati che col sapone non vi siete mai lavati…”?Da persona seria quale è (non ridete) si è poi dimesso dal parlamento, quello italiano, non quello europeo, non esageriamo.
A Pisa queste persone non esistono, la città della tolleranza e del multiculturalismo non permetterebbe mai certe discriminazioni.Per questo Parlato, noto giornalista del Tirreno, ha fatto un giro tra i commercianti del centro chiedendo cosa ne pensano dell’ultima azione compiuta dai gloriosi vigili pisani.

I vigili hanno infatti recentemente sequestrato la merce e il mezzo (un’ape) di un povero ortolano che vendeva nei pressi di borgo. Filipppo si chiama e il Tirreno non manca di fare un’inchiesta su questo simpatico venditore, pare abusivo, che sta avendo guai con la giustizia.

All’interno dell’articolo spicca in evidenza tutta la tolleranza e la mancanza di pregiudizi che contraddistinguono i “bottegai” pisani. Una signora addirittura specifica che Filippo, nonostante sia napoletano, è un tipo pulito. Parlato scende in campo e con il suo giornalismo d’assalto passa in rassegna tutti i negozi del centro. Il quadro che ne esce è rassicurante. Guarda caso lo stesso giornalista incaricato di spendere due paroline contro i senegalesi del Duomo qualche giorno fa, per un fatto di cronaca, torna con un articolo incentrato su altri fatti, ma ricamato intorno ad un preciso ritornello: “Lasciate stare Filippo, pensate ai senegalesi”.
Filippo avrebbe avuto problemi fino a cinquant’anni fa, forse pure meno, quando i flussi migratori provenivano perlopiù dal sud Italia. Ora i napoletani non sono più un problema, ora il problema sono i Senegalesi, fra centocinquant’anni saranno i Pinguini dell’Antartide?

Anche i vigili si difendono: non è vero che pensiamo solo a Filippo, guardate quanti negri prendiamo a calci nel culo nella zona del Duomo tutti i giorni, a volte capita pure che ci facciamo male. Lezioni di civiltà.

I Senegalesi in questa città non sono mai stati un problema, io personalmente ne conosco molti e ho un rapporto con loro, lo stesso che mia nonna ha con il suo panaio.Ce ne sono due con cui mi fermo spesso a chiacchiera, li chiamo per nome, sono i miei rivenditori ufficiali di accendini. Uno mi garantisce i fazzoletti per tutto l’inverno.

Frequentano molto la zona universitaria e le zone più turistiche, ma fanno parte della città, così come ne fanno parte anche i famigerati ed odiosi commercianti del centro, spesso dediti a sputare nel piatto dove mangiano, vedi i vari attacchi a danno degli studenti, loro maggiori clienti.

Poi un giorno arriva un’ordinanza che leva a questi migranti il pane di bocca senza porre nessuna alternativa, da una parte non possono più vendere merce per strada, dall’altra per colpa della crisi si ritrovano a casa pure quelli che lavoravano nel settore conciario nella zona della Valdera e che la vendita per strada la usavano come ammortizzatore sociale. Sempre meglio dell’eroina, no?
Evidentemente no, quella sembra dia meno fastidio, perchè anche se a Pisa il consumo di quella sostanza ,che chiameremo indicativamente morte(!), non si arresta, l’eroinomane non è socialmente escludibile, diciamo che fa già da solo, in spirito do It yourself.

Qualcuno continua a vendere comunque, spesso arriva a questa conclusione dopo aver già sofferto diversi giorni di fame. Magari è clandestino, d’altronde è impossibile non esserlo per uno che arriva dalla parte sbagliata del mondo. Quindi viene intercettato dai vigili, che sprezzanti del pericolo prendono a calci la merce esposta e vigliaccamente insultano e deportano persone che commettono “crimini” per vivere, mentre chi governa solitamente lo fa per arricchirsi o per rimanere al potere.
D’altronde l’illegalità di chi ci comanda la conosciamo benissimo, tra soldi dei contribuenti investiti per i propri tornaconti e per quelli dell’ azienda dell’amico, o semplicemente appalti pilotati e spartiti tra i vari partiti finanziatori delle campagne elttorali, il problema legalità è bene che i nostri amministratori stiano attenti a non risolverlo tutto insieme, altrimenti si ritrovano senza lavoro.

Interessante la risposta imbarazzata alla domanda del giornalista: “Ma li fa gli scontrini Filippo?” No non li fa, ma a me non li fa nemmeno il bottegaio del centro, a volte. Per questo non è che mi metto a gridare che il commerciante in centro è un ladro e va arrestato, penso sempre più spesso che soprattutto per non essere strangolati dalle tasse i piccoli commercianti a volte trovino utile evadere su qualche scontrino di poco conto.

Non vuol dire chiudere un occhio, vuol dire rendersi conto che abitiamo in un paese dove continuano a varare misure a favore degli evasori e ad un evasore (record) da 60 milioni di euro, che fa il latitante a Londra, gli facciamo un maxi sconto e chi si è visto si è visto. Questo solo perchè corre forte in moto.

 
La chiusura dell’articolo è affidata alle dichiarazioni di John Wayne Bortoluzzi, comandante capo delle forze di terra impiegate per mantenere il pubblico decoro. Nella sua veste infatti non indugia a definire Filippo un abusivo, in più un’Ape con le cassette della frutta in centro non è bello da vedere per il decoro urbano. Bortoluzzi, nemmeno la tua faccia è bella da vedere in centro come in periferia, sempre per il bene del decoro urbano, si intende.Capisci quindi che è questione di gusti?

Il napoletano pagherà 500 euri, per i senegalesi si aspettano le mazze chiodate.

Vinz

 
L’articolo del Tirreno:135890-filippo l’ortolano.pdf
 
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