I cobas in piazza con i metalmeccanici

Riceviamo e pubblichiamo:
E’ ormai evidente che nel nostro paese sia stata sottovalutata la crisi e l’impatto che sta avendo sulla occupazione e sui contratti ma anche sul sistema di relazioni sindacali , in particolar modo il settore metalmeccanico.

Noi non intravediamo scorciatoie, come non esistono possibilità di illudersi sul recupero significativo di sindacati che da decenni, e in particolare dagli accordi orribili del 31 luglio 1992 e del 23 luglio 1993, svolgono il ruolo di accettare leggi e stipulare contratti utili solo al governo e al padronato, avendo in compenso da quest’ultimo la concessione di spazi clientelari da cui ricavare tessere e aggiungere il loro controllo sui lavoratori a quello già operato dalla gerarchia aziendale.

Il tutto, con la caduta a precipizio dell’unità alla base e dei diritti dei lavoratori, con il peggioramento economico e normativo della loro condizione, con l’aggravamento della prestazione lavorativa in termini di insicurezza sul lavoro, taglio dei tempi, aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro, fino alla cancellazione di migliaia di posti di lavoro tra indotti e settori pubblici.

La situazione, già di per sé drammatica, è aggravata dalle politiche sindacali sviluppate da governo, Confindustria e Cisl-Uil-Ugl con l’introduzione del nuovo modello contrattuale deciso con l’accordo separato interconfederale del 15 aprile di quest’anno.

Accordo, che ridimensiona pesantemente il contratto nazionale, ne allunga la durata da due a tre anni e ne abbassa la capacità di recupero salariale; che mina ulteriormente l’unità e la solidarietà tra i lavoratori; che porta a un forte depotenziamento dello sciopero come strumento di lotta; che, con l’introduzione in pompa magna dei cosiddetti “enti bilaterali”, mira a demolire la conflittualità sociale, istituendo un modello dei rapporti di lavoro che si rifà a quello corporativo del periodo fascista.

Che dire, poi, dell’accordo separato per i metalmeccanici, che Cisl, Uil e Ugl hanno firmato il 15 ottobre? Una autentica mazzata ai danni dei lavoratori

Un discorso in qualche modo a parte va fatto per la Cgil, corresponsabile di Cisl e Uil per tutto quanto di negativo per il lavoro dipendente è avvenuto fino a un anno fa, ma oggi fuori dall’accordo separato interconfederale del 15 aprile e dal contratto separato dei metalmeccanici del 15 ottobre, non però da quello recente degli alimentaristi né da quello dell’anno scorso del commercio, eppure tutti e due vergognosamente in linea con quelli separati.

Orientamenti diversi, quelli della Cgil come confederazione e della Cgil come Fiom. Orientamenti però non di svolta, non di messa in discussione delle politiche antioperaie finora seguite, ma solo di non completa accettazione dei piani del governo e dei padroni

In questa situazione il Cobas giudica ogni momento di lotta, dagli scioperi ai blocchi, dai presidi alle occupazioni di fabbrica, di fodnamentale importanza. Ci preoccupa piuttosto la paralisi in cui versano settori come il pubblico impiego e tanti altri del privato che pure vivono una difficile stagione di rinnovi contrattuali.

Per questo siamo scesi in piazza insieme alla fiom perchè questo contratto porta solo elementi negativi

1)fa passare da 2 a 3 anni la durata del contratto nazionale;
2)prevede aumenti salariali in 3 rate (1/1/2010, 1/1/2011, 1/1/2012), che in tutto per il 5° livello significheranno mensilmente 110 euro lordi (73,50 netti) nel 2012, quando l’inflazione se ne sarà già mangiati di fatto la metà, mentre la 1a rata nel 2010 sarà di 28 euro lordi (19 netti): una provocazione e un’offesa al bisogno economico delle famiglie e alla dignità operaia. Figuriamoci cosa succede per il 2°-3°-4° livello! In compenso, il 7° livello avrà aumenti superiori di più del 100% a quelli del 1° livello;
3)peggiora, rispetto al contratto in vigore, il diritto individuale volontario al part-time e la prospettiva di assunzione a tempo indeterminato per i lavoratori precari;
4)fa diventare la contrattazione in azienda una barzelletta in cui a ridere saranno solo i padroni, perché sarà basata esclusivamente sull’efficienza aziendale e potrà anche prevedere il peggioramento delle condizioni fissate dal contratto nazionale;
5)imbalsama le vertenze aziendali, nel senso che introduce una serie di procedure finalizzate a congelarle, a impedire che sfocino in azioni di lotta, a toglierle dalle mani della RSU per metterle in quelle dei sindacati territoriali.

 
COBAS LAVORO PRIVATO
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