Nuova proposta di pace della sinistra basca.

La sinistra indipendentista basca lancia un nuovo piano in sette punti per la superazione del conflitto con Madrid. Un piano che prevede il coinbolgimento della cittadinanza, di tutti i partiti, la possibilità di scegliere liberamente sul proprio futuro. Tutto in assenza di violenza, guardando esplicitamente ai processi di pace sud africano e irlandese. È stata l’avvocata Jone Gorizelaia, che partecipa alla "Conferenza internazionale processi di pace e risoluzione dei conflitti" in corso a Venezia, a dare lettura dei sette punti, condivisi e approvati, ha specificato, dalla base della sinistra indipendentista. La nuova proposta è avvenuta in contemporanea; mentre l’avvocata basca enumerava i paragrafi a Venezia, la stessa cosa avveniva ad Alzasua, in Navarra.

La proposta raccoglie alcuni punti cardine del passato processo di pace, ma a partire anche dalla condivisione dei cosiddetti punti del piano Mitchel, con espresso riferimento al cardine del processo negoziale irlandese elaborati dal senatore John Mitchel.
La sinistra basca assume, nel documento, il solenne compromesso a rispettare ogni fase del processo decisionale che liberamente, pacificamente e democraticamente adotteranno i cittadini baschi. Nel documento si fa espresso riferimento al rifiuto di ingerenze violenze esterne ( sesto punto del piano), mentre l’ultimo paragrafo, il settimo, dice esplicitamente che: "Questo processo, deve basarsi sui principi del senatore Mitchell. Dichiariamo di assumere questi principi. D’altro canto, deve stabilirsi un processo di negoziazione tra ETA e lo Stato spagnolo che contempli la smilitarizzazione del paese, liberazione di prigionieri e prigioniere politiche basche, ritorno di esiliati ed esiliate e un trattamento giusto ed equo alle delle vittime del conflitto".

L’intervento dell’avvocata basca ha riassunto le difficoltà di azione politica esistenti oggi per la sinistra basca, chiedendo allo stato spagnolo la liberazione dei dirigenti arrestati alcune settimane fa nella sede del sinfacato Lab e in altre località. Fra questi vi era anche Arnaldo Otegi, la cui liberazione è stata chiesta oggi dal leader del Sinn Fein Gerry Adams.

Otegi e gli altri arrestati stavano discutendo sulla base di un documento che è statop distribuito alla base della sinistra indipendentista, discussoe approvato. E che oggi a Venezia, e ad Alzasua, ha trovato lo sbocco pubblico.

Di particolare interesse, nel documento, il riferimento ai punti del piano Mitchel, così come il riferimento diretto a Madrid e a Eta perché riprendano le conversazioni nello schema previsto dalla proposta di Anoeta, che indicava due binari paralleli. Il primo, quello politico fra agenti baschi per arrivare a una soluzione e proposta di carattere politico. Il secondo quello diretto fra Stato ed Eta per arsenali, prigionieri, rifugiati, amnistia.

Scorrendo le pagine dell’ultima piattaforma politica che ha portato alla nuova proposta è da sottolineare il passo storico della posizione della sinistra basca che opta in maniera inequivocabile per uno scenario di confronto politico, il rifiuto di metodi violenti, la consapevolezza di dover creare un processo democratico popolare che si esprima anche direttamente nelle istituzioni. Il passo che manca, per affrontare un cammino che la stessa Gorizelaia ha annunciato come lungo e difficile, è quello che rigaurda la legalizzazione di Batasuna, o di un movimentoi che ne raccolga l’eredità con questi nuovi punti cardine. Fino a oggi la ley de partidos spagnola impedisce, infatti, la creazione di movimen ti politici legali laddove vi siano esponenti che abbiano militato o preso parte attivmrnte nella disciolta Herri Batasuna e tutte le sigle seguenti fino a Batasuna. Ora la proposta va a posarsi sul tavolo dell’Esecutivo spagnolo. E su quello dell’organizzazione armata, attori necessari per una possibile soluzione.

 
di Angelo Miotto, tratto da PeaceReporter.net 
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