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In questo editoriale, l’ultimo prima della pausa estiva, la redazione del progetto Gramigna vorrebbe fare una breve riflessione sulle ultime, pessime, evoluzioni del cosiddetto “problema sicurezza” nella nostra città.(continua)

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Le donne in presidio alla Guardia Medica: "vogliamo la pillola del giorno dopo"

gramigna | 11 Aprile, 2008 11:28

Pisa – Il collettivo LeGrif , “la casa delle donne” e Arcilesbiche-Pisa si sono riunite in presidio davanti la guardia medica che si è rifiutata di prescrivere la pillola del giorno dopo. Più di cinquanta persone hanno “banchettato” con colazioni e aperitivi nel pomeriggio, ed hanno aspettato l’arrivo dei medici.

Dinnanzi all’imponente schieramento di forze dell’ordine, le donne sono entrate una per volta nell’ambulatorio e provocatoriamente hanno chiesto di poter usufruire della pillola. L’iniziativa è stata promossa in quanto molti medici, operanti presso le Guardie mediche, si sono rifiutati di prescrivere la pillola del giorno dopo trincerandosi dietro preconcetti etici (di obiettori si parla). Dopo aspre polemiche che in città sono scoppiate per il caso, che non è il primo e probabilmente nemmeno l’ultimo, si aspettano le conseguenze delle varie querele, denunce e sanzioni. I servizi di Guardia medica vanno difesi per la funzione che svolgono in città. E’ necessario, intanto, che dall’alto arrivi un segnale forte che individui i responsabili e faccia in modo che non succeda più.  Ma come può essere compatibile una cieca obiezione con un servizio “avamposto” nei territori? Non lo è, per cui i medici che firmano appelli e si dichiarano obiettori, forse,  dovrebbero andare a lavorare altrove, in reparti in cui vi sia compatibilità.

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