Il 9 marzo 2005 la Commissione
bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti procedeva all’audizione dei piú
importanti gruppi bancari italiani, Capitalia, Banca Intesa, San Paolo Imi e
Gruppo Unicredito Italiano[1],
preoccupati per i loro finanziamenti alle società Fibe e Fibe Campania del
gruppo Impregilo, allora controllato da Cesare Romiti, facente parte del
“salotto buono” della finanza, editore del maggior quotidiano italiano.

