C.s.o.a. ExKarcere sotto sgombero. Appello alla mobilitazione per l’11/10

Palermo – Pubblichiamo di seguito il comunicato del centro sociale occupato ExKarcere, che rischia lo sgombero a causa delle politiche dominanti di speculazione edilizia e repressione di esperienze politiche fondate sull’autorganizzazione e l’autogestione, e un appello alla mobilitazione nazionale dei centri sociali per l’11 Ottobre.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cammarata ha individuato un altro (ancora!) segmento di città da vendere alla speculazione edilizia e all’abietto affarismo che copre Palermo. Ennesima azione dei palazzinari, contigui al potere politico e mafioso della città, la quale costringe una moltitudine di famiglie all’esodo periferico, nell’affannosa ricerca di un nuovo tetto sotto cui vivere, frequentemente portandola all’occupazione delle case sfitte.

Il csoa ExKarcere, nei suoi sette anni di vita, ha giocato un ruolo non marginale nelle pratiche di occupazione e difesa delle occupazioni per il diritto alla casa; oggi è lui ad essere messo in discussione dalla giunta cittadina. ExKarcere non vuol dire solo movimento per il diritto all’abitare ma anche luogo in cui una larga fetta di proletariato giovanile ha trovato un riferimento per la produzione di socialità e cultura altra, di difesa dei territori e pratica antifascista, di antagonismo e conflitto politico. Il comune di Palermo sta andando nella direzione in cui il bagaglio di ricchezza e liberazione del csoa ExKarcere deve essere scacciato per mano di uno sgombero, nel tentativo di sedare la sua incompatibilità con le istituzioni e la sua conflittuale pratica politica, per regalare un altro stabile alla "piazza del libero mercato".

I compagni e le compagne del centro hanno diramato quest’appello, per un corteo nazionale l’11 ottobre a Palermo, a questo seguiranno approfondimenti e interviste nelle prossime settimane.
Non fu la prima e non sarà l’ultima… Era il 12 marzo 2001 quando, dopo lo sgombero della casa del goliardo, da una nuova occupazione di uno stabile abbandonato nel quartiere popolare dell’Albergheria, la città di Palermo ha visto nascere l’esperienza del centro sociale occupato e autogestito "ExKarcere"; esperienza che prende le mosse proprio da un’occupazione che è al tempo stesso riappropriazione di spazi sociali e di luoghi di autonomia politica, ma anche risposta determinata e conflittuale alla speculazione edilizia nei centri storici perpetuata dalle varie amministrazioni cittadine che nel tempo si sono succedute.

Esperienza importante per la nostra città perché è stata la prima occupazione di un centro sociale a Palermo dopo un decennio in cui la città era rimasta senza spazi autogestiti o occupati. Tutto ciò nasce dall’esigenza di rilanciare sul piano teorico e pratico un nuovo agire politico in netta collisione con il sistema partitico e con le istituzioni che nel nuovo scenario globalizzato hanno assunto forme peculiari di invasività e controllo. Nella distanza incolmabile con ogni forma di dialogo e di ricerca del compromesso tipica della politica formale, queste nuove pratiche hanno avvicinato la Palermo più popolare a forme di partecipazione autonoma e diretta alle battaglie che la vedeva coinvolta, sviluppando così, nei tanti soggetti sociali della città normalmente non interessati alle logiche istituzionali, un concetto di politica orizzontale e mai di rappresentanza.

Le ultime elezioni ci dimostrano inequivocabilmente come la scelta di compatibilità e di piena integrazione al sistema economico capitalista e a quello parlamentare, portato avanti da tutto il mondo della sinistra istituzionale, abbia infine portato alla luce tutte le contraddizioni e le falsità di questa presunta alternativa politica accelerandone la prematura scomparsa. Una scelta di convenienza politica che oggi oltre a mettere in crisi l’esistenza stessa di questi partiti, ha soprattutto compromesso, nell’immaginario collettivo, l’idea stessa di una alternativa possibile all’esistente.
Conseguenza di questa scelta di campo è peraltro la passiva accettazione dell’incontrastato dominio politico dell’attuale governo Berlusconi le cui prime scelte stanno già delineando un sempre più pesante attacco ai diritti dei lavoratori, dei precari.

Un progetto politico, quello del centro-destra, che agevolato dalla complicità veltroniana, sul concetto di "emergenza" ha da subito imposto le sue linee direttive basate su pesantissimi tagli nel campo dell’istruzione, dell’università-ricerca, delle spese sociali; su riforme legislative che aumentano il controllo sociale, palesemente antidemocratiche (dal federalismo alle riforme giudiziarie); sulla definitiva svalutazione del lavoro salariato, su una ancora più pronunciata istituzionalizzazione della precarietà del lavoro e della vita; e soprattutto sulla sistematica repressione di ogni forma di dissenso politico e incompatibilità sociale sostenuta attraverso militarizzazioni forzate dei territori e strumentali criminalizzazioni ogni qualvolta emergano forme di reale antagonismo.

ExKarcere ha rappresentato in questi anni una significativa espressione cittadina di antagonismo che, rifiutando la logica del compromesso con le istituzioni, ha ostacolato in più di un’occasione i processi di valorizzazione del capitale nella metropoli, attirando così la decisa risposta degli apparati repressivi. In questi sette anni però la resistenza determinata dei compagni e delle compagne ha saputo avere la meglio sulle continue minacce di sgombero e su tutte le iniziative giudiziarie e poliziesche che ci hanno colpiti, continuando con fermezza il lavoro politico all’Albergheria e in tutta la città. Il potere tenta nuovamente di cancellare una storia fatta di lotte sociali, di battaglie di riappropriazione di diritti e grandi mobilitazioni di piazza lontane anni luce da ogni schematismo di partito e da ogni forma di delega e di rappresentanza in una metropoli caratterizzata da uno stravolgimento delle relazioni sociali e da modernizzazioni imposte da modelli neo-coloniali.

Dalla nascita, poco prima del g8 a Genova , l’ExKarcere ha saputo essere punto di riferimento per migliaia di giovani palermitani e per intere fasce di proletariato dei quartieri popolari palermitani al fianco dei quali siamo scesi in piazza ogni volta che si e’ trattato di impedire uno sfratto o uno sgombero o di sostenere la lotta per la casa, per un reddito garantito lavoro o non lavoro, quando si e’ trattato di opporsi al vertice ONU tenutosi in una Palermo blindata oppure quando si e’ rilanciato il ruolo del 1 maggio e della lotta contro la precarietà e per un reddito garantito costruendo la Palermomayday; ha saputo farsi portavoce delle istanze di chi in città lotta per il problema abitativo, combattendo al loro fianco gli sfratti e organicamente con le fasce proletarie di popolazione che affrontano quotidianamente i drammi prodotti da miserie e speculazioni; è stato accanto ai lavoratori in agitazione della FIAT di Termini Imerese e di fronte alle agenzie interinali per reclamare lavoro, reddito e dignità; è stato protagonista delle grandi mobilitazioni contro il Ponte sullo Stretto e contro altre grandi opere (la prossima costruzione dell’inceneritore di Bellolampo) denunciandone non solo invasività, inutilità e pericolosità per l’ambiente e la salute, ma opponendosi soprattutto ad un modello di sviluppo, che fa degli interessi economici delle varie lobbies imprenditoriali (del cemento, della guerra…) l’unico criterio valido per determinare le vie al "progresso" di un determinato territorio, non preoccupandosi di distruggere irreversibilmente le naturali vocazioni e le specificità dei luoghi, delle popolazioni, delle relazioni sociali; ma ExKarcere è stato in questi anni anche sinonimo di antifascismo militante, pratica coltivata oltreché con una politica culturale e di controinformazione, soprattutto impedendo la conquista di agibilità politica cittadina alle formazioni neofasciste e andando in controtendenza con un atteggiamento "vittimista" nei confronti del tema "antifascismo" che va per la maggiore in alcuni territori anche fra le realtà di compagni sia a Palermo che nel resto d’Italia.

Oggi, questo bagaglio di lotte e idee di cambiamento è messo in discussione dall’ennesima manovra affarista dell’amministrazione Cammarata (Forza Italia), che, mettendo in campo il suo apparato poliziesco-repressivo, si vuol riprendere un posto di valore dalla cui vendita a enti privati tanti governanti troveranno il proprio portafoglio più gonfio.
In opposizione a politiche securitarie e pratiche di controllo sociale che vorrebbero reprimere e cancellare quelle realtà che, sempre in prima linea nella costruzione e diffusione di lotte dal basso, hanno saputo generare e interpretare le istanze di una vera e propria conflittualità di classe, rispondiamo indicendo nel giorno 11 ottobre 2008 un corteo nazionale dei centri sociali che, sull’onda della radicalità e della determinazione che ci ha contraddistinto in questi anni, risponda con la dovuta rabbia ai processi di militarizzazione delle politiche di ordine pubblico e di repressione delle esperienze di lotta.

Nessuno fermerà la nostra voglia, il nostro bisogno di conquistare spazi di agibilità politica nella nostra città, giorno dopo giorno, ci riprenderemo metro dopo metro, pezzo dopo pezzo le strade e le piazze, per creare spazi di contropotere da contrapporre alle logiche capitalistiche. Invitiamo dunque la cittadinanza, i compagni e le compagne di tutt’Italia, e tutti coloro i quali sono ancora pronti a difendere la legittimità e il ruolo politico e sociale che spazi antagonisti quali l’ExKarcere svolgono nelle metropoli, a partecipare con la propria determinazione al corteo in difesa degli spazi sociali e delle realtà autonome continuamente minacciate dalla repressione del comando capitalista.

EXKARCERE RESISTE…
NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI CENTRI SOCIALI
– PALERMO 11 OTTOBRE 2008

Concentramento
ORE 16 VIA MONGITORE 77 (davanti ExKarcere)
CSOA ExKarcere – Palermo

per info e adesioni : infoautpalermo.noblogs.org  – excarcere@ecn.org

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