“Appalti comunali nelle scuole: che futuro con la Avenance?” Intervengono i Cobas

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dei Cobas in merito ai servizi, riguardanti la refezione scolastica, appaltati dal comune alla ditta Avenance spa:
 
In questi giorni l’Amministrazione Comunale sta procedendo per aggiudicare la gara d’appalto per la refezione scolastica.
Si tratta di un appalto di rilevante portata economica (circa 15 milioni di euro da spalmare in 5 anni a meno di ripensamenti dell’ultima ora) che riguarda il destino di decine di lavoratori/trici oltre alle migliaia di bambinie e ragazzie che frequentano le scuole della nostra città.

Per la prima volta l’A.C. sceglie, dopo 9 anni, di accorpare i servizi ausiliari dei nidi e scuole d’infanzia col servizio refezione, togliendo così le cosiddette "Bidelle" dai servizi educativi per includerle nella refezione scolastica insieme a cuochi e "sporzionatrici".

Ci domandiamo perché un ruolo ben definito come l’assistente all’infanzia venga "risucchiato" nel mondo della ristorazione collettiva, ma su questo avremo altre occasioni di analisi. Per il momento, a noi della Confederazione Cobas, interessano innanzitutto le sorti del personale ausiliario traghettato in questo nuovo mondo delle multinazionali. Chiediamo all’Avenance SpA (unica azienda partecipante alla suddetta gara e di conseguenza vincitrice). quali siano le sue intenzioni rispetto al personale ausiliario che da 9 anni svolge nelle nostre scuole d’infanzia una funzione importante e insostituibile.


In concreto vogliamo risposte certe su:

1- monte ore settimanale

2- inquadramento professionale con relative mansioni

3- contratto di riferimento (Pubblici esercizi)

4- livello contrattuale

5- anzianità di servizio

6- organico delle strutture.

Ricordiamo all’azienda e ai cittadini che fino al 30 giugno scorso nelle nostre scuole d’infanzia operavano 21 ausiliari di cui 5 a tempo determinato, ma in pianta organica. Chiediamo che tutto il personale venga riconfermato, compresi i tempi determinati.

Chiediamo che sia mantenuto il monte ore esistente (già ridotto all’osso) riconoscendo alle lavoratrici il livello contrattuale corrispondente del nuovo contratto che verrà applicato.

La Confederazione Cobas esorta la nuova azienda a rispettare quanto esposto e a non calare dall’alto cambiamenti e modifiche sulla pelle delle lavoratrici, già provate dai carichi di lavoro assolutamente squilibrati rispetto ai loro risibili salari.


Confederazione Cobas Pisa

Questa voce è stata pubblicata in Capitale/Lavoro, Cronaca Pisana. Contrassegna il permalink.