“Piazza Vettovaglie liberata”, oggi in festa dalle 18.00 con un happening culturale.

Riceviamo e pubblichiamo:
L’azione di qualche settimana fa del “comitato per piazza delle vettovaglie libera e ingovernabile” è stata una presa di parola che ha aperto il discorso su Piazza delle Vettovaglie, non più piazza da controllare, ma piazza viva con tutte le sue contraddizioni.
La scelta di denunciare la presenza dei carabinieri voleva essere un momento per uscire dall’ombra, per dire che l’unico modo di gestire la piazza deve partire da chi la attraversa e non da ordinanze e imposizioni che servono solo a creare un clima da allarme sociale e a ridurre le differenze in categorie da eliminare.

Emblematica in questo senso è la “battaglia anti-spaccio”. Sappiamo bene che lo spaccio è un problema, ma abbiamo altrettanto chiaro che la militarizzarizzazione ottiene il solo risultato di spostare i flussi dello spaccio. Da sempre, e oggi più che mai, il proibizionismo genera solo la barbarie: c’è lo insegna, ultimo in ordine cronologico, l’omicidio di Stefano Cucchi.
All’azione è subito seguito il commento del sindaco capace solo di balbettare qualche risposta, tra chiusura delle licenze e “bisogno di preservare la socialità giovanile”, incapace di dare risposte reali, ma volenteroso solo di raggranellare uno spicciolo consenso. Effettivamente è difficile dare risposte credibili, se sei stato il sindaco che ha tagliato sulle spese sociali a Pisa.

Consapevoli delle mille contraddizioni che animano questa piazza, proviamo a dare una risposta diversa, parziale, ma speriamo efficace. Noi, studenti, precari, pisani da sempre o solo da un po’, rispondiamo che allontanarci da questa piazza sarà impossibile: qui ci ritroviamo dopo giornate faticose e alienanti, qui ci incontriamo e ci confrontiamo, qui viviamo e sogniamo.

Oggi, alla chiusura più totale, rispondiamo aprendo questa piazza, riempendola e trasformandola, per un giorno, con la nostra creatività, con la nostra arte, perchè siamo noi, che in questa città, ogni giorno, produciamo cultura, produciamo sapere qualificato.
Non possiamo non notare che ultimamente Pisa sta vivendo un’ulteriore trasformazione: sempre più sono le dichiarazioni de comune tendono a trasformare la città in un brand, una città vetrina, un investimento mirato a rendere la città un oggetto turistico sempre meglio vendibile.

 
Ma, a fronte della nuova pianificazione della zona di Piazza dei Miracoli (anche qui ancora chiusure) e del progetto dei ‘lungarni museali’ (a partire dalla ristrutturazione di Palazzo Blu e dell’instaurazione della mostra di Chagall), non solo si prevedono siti culturali difficilmente fruibili dagli studenti e dai precari a causa di prezzi inaccessibili, ma ci si dimentica di tutto quel tessuto sociale che la cultura la crea e la produce, anzi si disinveste completamente sulla formazione in ogni campo.

Per oggi vogliamo ribaltare questi dictat. Per una notte proviamo a dare una risposta che non sia quella retorica di una ristrutturazione che è museificazione, ma che sia la creazione di un momento realmente culturale, che parli di cultura viva, prodotta dai soggetti a cui non vengono dati spazi, né mezzi per esprimersi.

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Il progettobande "à pART" nasce dall’esigenza di dare risposte al trattamento riservato alle politiche sociali da parte del Comune di Pisa, che sta incentrando la pianificazione della città in senso strettamente economico: accesso limitato alla Piazza dei Miracoli, installazione massiccia di aree museali e creazione di una cultura della città-vetrina sostanzialmente distaccata da un concetto di “arte vivibile”, ma direttamente collegato alla “vendita” dell’arte.

Abbiamo deciso di opporci alle vuote rivendicazioni di “bisogno di preservare la socialità giovanile”, incapaci di dare risposte reali alla necessità di proporre una cultura e un sapere accessibile, creativo e qualificato, con l’apertura di un laboratorio di inchiesta sui circuiti culturali cittadini e di confronto tra le varie realtà artistiche locali, in modo da permetter una reale libertà di espressione e creatività.

*E’ il titolo originale di un film di
Jean-Luc Godard, manifesto della Nouvelle Vague, che deriva dalla frase francese “faire bande à part”, ovverosia fare qualcosa di diverso dal gruppo.

Bande a’ pART si riunisce ogni martedi alle 19.00 in AM1
(via buonarroti, davanti al dipartimento di matematica)

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partecipano con suoni immagini e parole:

MATTEO BERTON
Differentemente dalla maggior parte degli artisti non disegno da sempre, ho iniziato ad interessarmi al fumettto, l’illustrazione e il design grafico solo pochi anni fa quando ho realizzato che non ci sarebbe stato altro che avrei potuto fare. Ora sto seguendo il terzo anno della Scula Internazionale di Comics e anche il terz’anno di Visual Design all’Università di Firenze. Le mie illustrazioni e fumetti sono pubblicati attualmente su L’Inedit(Ed. La Grande Ourse) Dreamz (Ed. DoubleShot) e su Jam&Erys (Ed. Arcadia).

COMMA UNO
Allora. L’idea è questa. Prendere qualche pezzo interessante della “tradizione rock” anglo-americana e riproporlo in versione acustica e in lingua italiana. I Comma Uno si formano qualche tempo fa con l’idea di fare del punk in acustico, sulla scia della produzione di Joey Cape e Tony Sly. Molto presto questi giovanotti intraprendenti capiscono che si può fare di più, e provano a rendere in italiano alcuni dei brani che stanno provando. La cosa sembra funzionare, e in breve li porta a incidere il loro primo EP dal titolo “Coperte”. Spaziando dai Doors ai Lagwagon, dai Beatles ai Clash fino ai Nirvana e ai NOFX, i Comma Uno eplorano 40 anni di rock, proponendo degli adattamenti con l’intento di rendere fedelmente le formule espressive degli originali.

THOMAS DELL’AGNELLO
Mi chiamo Thomas Dell’Agnello e mi sono avvicinato alla fotografia alla fine del 2008. Mi piacciono molto i contrasti forti e mi sono presto “innamorato” del bianco e nero per il suo grande impatto visivo. Le fotografie devono avere un significato, ma a mio parere devono anche essere di grande d’impatto estetico, in quanto la fotografia è espressione e non semplice riproduzione della realtà. Il mio genere preferito è sicuramente la street photography, ovvero la fotografia di strada, perchè mi piace far vedere le cose che ci sono tutti i giorni sotto gli occhi sotto un altro punto di vista. Il mio sito è www.thomasmclamb.deviantart.com

ELEKTRODOMESTIKFORCE
La EDF nasce 6 anni fa, partorita dalle menti malate di Joke ed Umbertostaila, con il desiderio di dar vita ad una crew nella quale ogni componente potesse essere distinto nello stile ma unito nei concetti di amicizia, crescita e distinzione nel mondo dei graffiti ed in ogni altra situazione. Circa un anno dopo si aggiungeLopez, amico da tempo di Umberto Staila il quale da poco aveva scoperto il mondo dei graffiti e che nell’occasione della seconda edizione dellaSprayArtConventiondi Pontedera fu battezzato nel nome della crew e ne entro a far parte di diritto. Il nome ELEKTRODOMESTIKFORCE nasce dalla mente malata diUmbertostaila il quale ai tempi disegnava lavatrici e aveva un debole per gli elettrodomestici. Il fatto di aver creato un gruppo ha dato vita non solo ad una unione artistica, ma ad uno stile di vita vero e proprio, fatto di momenti da condividere. Non a caso la terza parola del nome è FORCE, una parola che indica il legame che sempre più si è creato e che continua a svilupparsi tra i tre artisti, una fratellanza che li sorregge a vicenda nei momenti belli e brutti. Una famiglia, o meglio tre, dove trovare sempre un sorriso sincero, dove il creare sta sempre un po più avanti dei propri limiti e dove anche una serata al bar diventa arte. Oggi la ELEKTRODOMESTIKFORCE crew non è più soltanto graffiti e attrazioni da festa paesana. Il trio sta percorrendo nuove direzioni nella energetica crescita artistico-decorativa,come ad esempio l’applicazione della decorazione murale moderna e metropolitana con la grafica, l’architettura e l’arredamento.

GAIA MARRAPODI
Gaia Marrapodi,20 anni,frequenta il secondo annodi LEP all’Università di Pisa,ma è più facile incontrarla al bar Britannia in Piazza Torricelli,con gli avambracci sporchi di colore in seguito ad una sua nuova creazione.
Gaia reinterpreta pietre miliari della musica introspettiva/paranoica italiana e internazionale affiancandovifigure umane surreali e angosciate,intrecci di mani,lingue e corpi sottili,spirali e geometrie deliranti che riescono a trasmettere la paralisi di fronte alla vita,il biosgno d’amare,la ricerca della tranquillità.
Quando non si ispira a qualche verso famoso,Gaia scrive personalmente i contenuti dei suoi disegni,arrivando a conclusioni spesso disarmanti,ma affascinanti,sulla realtà che ci circonda.

ANGELICA REGNI
il primo approccio al disegno è nato grazie ai fumetti manga degli anni 90,passionenata al liceo artistico di grosseto. Durante gli anni di studio lo stile simuove verso la grafica e la pittura,mantenendo tuttavia la sintesi e l’immediatezza tipica del fumetto.I soggetti e le composizioni esulano dal realismo, muovendosi in una dimensione "fiabesca psichedelica", dove l’elemento trainante coicide spesso con la sregolatezza stessa delle immagini proposte. Ancora in corso è il trienno di scuola internazionale di Comics.

DIEGO RUSCHENA
Nato a Pisa nel 1989, da madre uruguaiana e padre italiano, inizia lo studio della chitarra all’età di 11 anni sotto la guida del Maestro M. Borghini. Ha partecipato a vari concorsi, tra cui il 9° Concorso Nazionale delle Scuole di Musica di Campi Bisenzio (FI) nel quale ha vinto il Primo Premio Assoluto. Ha partecipato a manifestazioni culturali della propria città, fino ad esibirsi all’estero in Giappone (Keisei Hotel, Mito) ed Uruguay (Carrasco Lawn Tennis Club, Montevideo). Attualmente frequenta il IX anno di Conservatorio nella classe del Maestro Flavio Cucchi.
Il suo repertorio include molti brani del folclore sudamericano e classici del repertorio chitarristico, come il tremolo “Recuerdos de la Alhambra” e la personale trascrizione della pianistica “Cadiz” di I. Albéniz.
Myspace:www.myspace.com/diegoruschena
e-Mail:diegoruschena@hotmail.com

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