Comunicato del Progetto Prendocasa sulla nuova Occupazione

Riportiamo di seguito il comunicato che ci ha consegnato il Progetto Prendocasa a proposito dell’occupazione di stamattina:
LA RIAPPROPRIAZIONE E’ UN DOVERE
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO

Quella che conosciamo non è la Pisa dell’integrazione.
Quella che conosciamo non è la Pisa della sicurezza, nè delle certezze, nè delle opportunità lavorative e abitative.
E’ la Pisa delle ordinanze, delle volanti delle forze dell’ordine, delle retate nelle piazze e nelle case, degli affitti esorbitanti e dell’emergenza abitativa, la Pisa della svendita del patrimonio immobiliare pubblico e della difesa di quello privato e sfitto.
Un contesto ben noto a chi deve lottare contro l’inadeguatezza dell’abitazione e l’inconsistenza del salario, contro la mancanza di lavoro e la xenofobia o il pregiudizio.
Si parla di crisi oggi e crediamo che sia comparsa improvvisamente, allarmati solo dall’altalena dei valori delle Borse internazionali, ma i suoi sintomi e le sue cause si avvertivano da tempo.
Ormai da un anno Prendocasa fa fronte alla crisi utilizzando lo strumento della riappropriazione.
Quella di oggi è la quinta occupazione nell’arco di dodici mesi.
Cinque appartamenti di proprietà dell’ INPS e tenuti vuoti in attesa di venderli, in blocco, al migliore offerente, nell’ambito di aste pubbliche andate fin ora deserte.
Un meccanismo analogo a quello che negli ultimi anni ha portato alla svalutazione di immobili come la Mattonaia, visto che le aste deserte determinano un abbassamento del valore di partenza degli immobili messi in vendita, che nel frattempo rimangono vuoti e fuori dal mercato. Contemporaneamente il costo di quelli disponibili lievitano enormemente riducendo la possibilità di accesso al diritto alla casa per tutte quei settori della società che stanno pagando questa crisi.
Gli studenti, che pagano a caro prezzo il loro diritto a studiare a Pisa con lavori a nero, magari proprio al servizio di chi gliaffitta casa; i lavoratori, sfruttati per mesi con turni di dodici ore e senza il riconoscimento degli straordinari, delle ferie o della malattia, grazie alla ricattabilità imposta loro dalle “moderne” forme contrattuali,i disoccupati, costretti a svendersi sul mercato del lavoro ed infine a migrare altrove, i migranti, che cercano di assicurarsi il diritto alla casa ammassati in appartamenti inabitabili per poter pagare l’affitto e a rifugiarsi nell’abusivismo per sbarcare il lunario, quando non vengono sfruttati in qualche cantiere per pochi spiccioli, senza speranza di un contratto che gli assicurerebbe se non altro una relativa tranquillità.
L’occupazione di oggi è un’altra risposta, che si aggiunge a quelle di altri lavoratori, studenti e migranti che con Prendocasa hanno trovato una soluzione al bisogno abitativo.
Un’altra famiglia che si sottrae alle regole imposte dal mercato.
Il diritto alla casa non si affitta, occupa le case sfitte!
Questa è la NOSTRA sicurezza: Casa, Reddito, Spazi

 

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